| |
Fa piacere incontrare e conoscere personalmente coloro che quotidianamente operano per garantire il successo di una società, che vanta oltre un secolo di attività. Nell’azienda Ulderico Tarasconi impiegati, magazzinieri e agenti di vendita sono consapevoli di far parte di una realtà storica e quindi solida, che è riuscita a superare tutte le difficoltà incontrate in oltre cento anni di operato, dal bombardamento durante la guerra, che causò la distruzione di gran parte del magazzino, ai timori scaturiti dall’espansione della grande distribuzione prima, fino ad arrivare alla sfida lanciata dai mercati dell’Est.
Situata nella prima periferia della città, vicina al casello dell’autostrada di Parma, Tarasconi gode di una posizione strategica, grazie alla quale riesce a servire comodamente le principali città dell’Emilia, Lombardia, Toscana e Liguria. Un’ubicazione che negli anni ’70, quando l’azienda vi trasferì la nuova sede, poteva sembrare ai più una scelta ardita, in quanto lontano – ai tempi – dal centro cittadino e quindi dall’abituale clientela che sovente partecipava agli acquisti.
E proprio in questa sede, che ha visto e reso possibile lo sviluppo dell’attività, abbiamo incontrato il Presidente della società, Giancarlo Tarasconi, coadiuvato nella gestione dai figli Enrico e Pietro e dalla moglie Maria Beatrice Cartolari, coordinatrice di tutti i settori aziendali.
Ulderico Tarasconi è una delle poche realtà di distribuzione che può vantare oltre cento anni di attività. Come si è sviluppata storicamente?
Giancarlo Tarasconi – Il nostro certificato di iscrizione alla Camera di Commercio riporta l’anno 1887, anche se l’attività vera e propria come azienda di distribuzione all’ingrosso di materiale di ferramenta risale al 1927. Mio padre Ulderico eredita dal nonno l’attività, allora ubicata a Parma. Durante la guerra, un bombardamento causò la distruzione di gran parte del magazzino; l’attività si trasferì quindi temporaneamente in centro (in affitto presso una caserma della finanza), ma ben presto la struttura di 2.500m2 risultò troppo piccola per lo sviluppo dell’azienda.
Cercai quindi un nuovo spazio per costruire la nuova sede e la scelta cadde su un terreno, quello in cui è attualmente ubicata la società. Fu una mossa vincente seppure inizialmente giudicata ardita, vista la posizione troppo decentrata. Si costruì, quindi, un magazzino di 10.000m2 e iniziò lo sviluppo vero e proprio dell’attività.
Erano gli anni ’70 e si contavano solo tre agenti; la zona tradizionalmente servita ruotava attorno alle province di Parma, Piacenza, Modena, la Lunigiana e la Versilia. Poco alla volta siamo passati a 15 agenti, è stato esteso il ramo di attività e abbiamo ampliato il nostro assortimento, che offre oggi 20.000 referenze in pronta consegna.
Qual è il vostro punto di forza?
Noi cerchiamo di ottemperare a due esigenze che sembrano contrastanti: l’assortimento e la specializzazione, cioè cerchiamo la specializzazione nell’assortimento e questo richiede di andare sempre più in profondità nella gamma degli articoli. La nostra ambizione più grande è quella di arrivare a un’evasione totale dell’assortimento, un obiettivo difficile anche per le più svariate cause contingenti.
Il nostro impegno – e lo posso dimostrare con i dati giornalieri di evasione che controllo giornalmente – è di arrivare al 100%, anche se posso ritenermi soddisfatto della media attuale, che si attesta attorno al 97-98%.
Che tipo di servizio offrite al cliente?
Alla puntualità nelle consegne, aggiungerei anche precisione ed evasione pressoché totale dell’ordine. Le consegne sono sistematiche: ogni zona ha un giorno settimanale di consegna preciso, a volte la consegna è addirittura bisettimanale. Dal ricevimento dell’ordine, trascorrono mediamente 3 giorni prima della sua evasione.
Il servizio e la puntualità delle consegne, così come la volontà e l’impegno a risolvere tutti i problemi, sono sicuramente i nostri punti di forza.
In tal senso, gioca un ruolo fondamentale mia moglie, che funge da trait-d’union tra l’azienda e il cliente. In azienda, lei assolve la funzione di coordinatrice di tutti i settori e a lei soprattutto – così come a tutti i nostri impiegati – si deve quel buon rapporto personale con il cliente, basato sulla conoscenza personale.
Inoltre, miriamo a ottimizzare la flessibilità e la fidelizzazione della clientela, perché non è importante realizzare la semplice vendita, quanto collaborare: il cliente viene consigliato e considerato stretto collaboratore, fonte di notizie raccolte direttamente sul campo. Lo scambio di informazioni ci permette di essere sempre aggiornati sulle novità e poter proporre il meglio della produzione.
A tal proposito, ogni mese convochiamo i nostri agenti per la consueta riunione commerciale e ogni mese ripeto loro una teoria ben precisa: “dobbiamo essere propositivi, consigliare il cliente e indirizzarlo nelle sue scelte; l’agente raccoglitore di ordini, al giorno d’oggi, è obsoleto”.
In che modo vi ha giovato l’appartenenza a un consorzio di distributori?
Grazie alla partecipazione attiva con il primo gruppo d’acquisto nato in Italia più di 35 anni fa, Gieffe, possiamo vantare una rosa di articoli a carattere nazionale e i principali marchi europei.
A tal proposito, ritengo che il marchio ha successo se viene posto su un prodotto di qualità, quindi la scelta di Gieffe si è orientata verso prodotti performanti. Facciamo molta comunicazione e i nostri marchi sono ben introdotti nel mercato. Inoltre, la collaborazione con le più grandi industrie ci permette di annoverare i prodotti migliori attualmente disponibili in termini di qualità. Solo questo ci permette di dare un servizio particolare rivolto alla clientela più esigente, che vuole un magazzino con articoli ad alta rotazione.
Sempre rimanendo in tema di assortimento, come avete affrontato la sfida proveniente dai mercati asiatici?
Oltre a trattare marchi nazionali ed europei di prim’ordine, anche noi ci rivolgiamo al mercato dell’Est.
Partecipiamo alle maggiori fiere del settore, puntando sempre sulla qualità e sulla buona presentazione del prodotto.
A livello di merceologie, quali sono stati i maggiori cambiamenti?
La nostra specializzazione iniziale era rivolta soprattutto all’agricoltura, in quanto Parma era ed è una città agricola con un ottimo comparto alimentare e tutt’oggi manteniamo una buona gamma in questo settore.
Il nostro orientamento verte sulla ferramenta, la piccola utensileria, sempre di qualità, il giardinaggio e l’edilizia. In particolare, l’utensileria è per noi un settore in forte evoluzione. Ora ricerchiamo il top di gamma in ogni articolo, dalle punte da trapano all’utensile elettrico, aiutati in questa ricerca anche dagli amici del Gieffe.
Per quanto riguarda gli sviluppi nell’assortimento, recentemente abbiamo riscontrato una notevole espansione del settore materiale elettrico, dovuta alla quasi totale scomparsa di rivendite pure. Il negoziante di ferramenta ha assunto questa merceologia con notevole soddisfazione, includendo nella vendita anche tutti gli accessori, quali il filo, l’adattatore, le prese e le scatole.
Quali sono i vostri programmi di sviluppo?
Enrico Tarasconi – Stiamo concludendo un progetto molto delicato ma importante per la nostra azienda, che terminerà a breve con la messa a punto del nuovo sistema informatico. Si tratta di un programma di gestione che gira su Windows e che offre notevoli vantaggi, in termini di flessibilità e soprattutto di velocità nello svolgimento di tutte le funzioni, dall’estrazione di dati alle elaborazioni, che diventeranno molto più rapide, quasi immediate. Il sistema, inoltre, offre la possibilità di collegarlo al programma agenti, che possono quindi aggiornare i propri dati collegandosi con l’azienda tramite il server. Anche a livello di gestione interna, ci sarà un grosso miglioramento, soprattutto grazie alle immagini e alle relative descrizioni dei prodotti.
Un’evoluzione molto importante è data dal fatto di dotare i nostri agenti e quei clienti che dispongono di una postazione PC di un videocatalogo. Il cliente sarà quindi in grado di effettuare da solo l’ordine e di spedircelo in azienda. La nuova gestione, in tal senso, aiuta sia la rete vendita sia il cliente rivenditore, in quanto essendo basata sulle immagini – tutti gli articoli hanno una fotografia corredata da scheda tecnica – agevola le operazioni di selezione e scelta del prodotto.
Per quanto riguarda il magazzino, tra due anni circa introdurremo il discorso del codice a barre. Il magazzino è già tutto cablato e saremmo quindi già pronti a operare con questa nuova tecnologia, ma preferiamo approntare perfettamente il cambio del sistema informatico, la cui gestione partirà già dalla fine del 2006 e poco alla volta ampliare il discorso sugli automatismi.
Avete anche una “versione cartacea” del videocatalogo?
Gli sforzi in tal senso sono notevoli. Agli inizi del 2007, forse già a partire da gennaio, uscirà il nuovo catalogo Tarasconi, stampato in 5.000 copie. Si tratta di una seconda edizione, sebbene sia la prima versione completa, in quanto in passato abbiamo realizzato delle edizioni parziali (utensileria, edilizia, agricoltura).
Oggi abbiamo raggruppato tutte le nostre merceologie, che rimangono comunque divise settorialmente: le quasi 1.000 pagine del catalogo (esattamente sono 915) sono suddivise in 36 capitoli; come nel videocatalogo, ogni prodotto è accompagnato da una immagine.
Cosa può dirci in merito allo sviluppo della grande distribuzione?
Dopo il panico iniziale, c’è stato un naturale ridimensionamento. Il cliente ha dovuto adeguarsi, così come ci siamo adeguati noi. Non ci lasciamo intimorire, ma affrontiamo questa nuova sfida con le armi giuste, senza timori. Visto che non sempre i nostri clienti possono competere sul fronte prezzo, cerchiamo di offrire prodotti diversificati rispetto alla GDS e di qualità superiore, con un assortimento molto ampio.
Inoltre, compito della nostra rete vendite è anche quello di formare il cliente, di consigliarlo e per questo collaboriamo con i nostri agenti affinché acquistino sempre maggiore professionalità. Notiamo con soddisfazione che i clienti ci seguono in tutte le nostre iniziative.
E per quanto riguarda il problema del cambio generazionale della rivendita tradizionale?
Da anni, ormai, si parla del futuro della rivendita. Personalmente, nella nostra clientela noto una realtà composta di persone giovani, che hanno ereditato l’azienda del padre o addirittura hanno investito in nuove aperture. Questi volti freschi e pieni di entusiasmo mi danno molta fiducia. |