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Potrebbe sembrare insolito parlare specificatamente di blister e termoformati, eppure c’è molto da sapere. Innanzi tutto perché privilegiare questo tipo di packaging? Il blister permette a chi vende di mettere ben in evidenza il proprio prodotto, e a chi acquista di non farlo a “scatola chiusa”. Le merceologie coinvolte comprendono tutti i prodotti che necessitano di indicazioni e i clienti principali sono i canali con vendita a libero servizio.
Le tipologie di blister presenti oggi sul mercato sono svariate e alcune si differenziano per piccoli particolari: ad esempio è disponibile il blister alta frequenza, completamente in materiale plastico che unisce valve o fogli in PVC con elettrosaldatura ad alta frequenza sigillando ermeticamente, oppure il sottovuoto, in materiale plastico termosaldato, che sigilla il prodotto sottovuoto o in normale atmosfera. Molto diffusa è la forma a conchiglia.
Tutti i blister hanno in comune la particolarità di soddisfare quei clienti che hanno l’esigenza di poter presentare, in modo pratico e attraente, una vasta gamma di prodotti diretti al pubblico.
Tra i motivi di scelta ricordiamo che il blister è adatto per merci pericolose su banco, come i cutter e i taglierini e per prodotti tipo le cerniere che hanno piccoli accessori come le viti.
Il recupero dei materiali è una tematica molto discussa in questo comparto, infatti, in passato, la scelta di incollare la pellicola al cartone non permetteva il riciclo dei materiali. Oggi la termosaldatura con PVC riciclabile e staccato dal cartone, e l’uso di materiali particolari ed eco-compatibili permettono un maggior rispetto. Molte aziende sanno che nei Paesi del Nord Europa si è più attenti alle leggi sull’ecologia e auspicano che questa maggiore attenzione sia realizzata anche nel nostro territorio.
E il cliente? La qualità del prodotto è in primo piano ma non è più sufficiente: presentarsi come un’azienda che offre un servizio completo dalla progettazione del packaging alla spedizione del prodotto finito è la strategia migliore.
Tanti formati, usi diversi
Per iniziare a presentare questo comparto è necessario chiarire la terminologia utilizzata dai produttori, al fine di comprendere le diverse tipologie.
Blister può essere un termine generico se usato comunemente come contenitore trasparente: dalla nostra indagine, invece, abbiamo scoperto che esistono articoli specifici con caratteristiche definite.
Un blister è una confezione sigillata per termosaldatura ed elettrosaldatura.
Nei termosaldati distinguiamo i blister formati da alveolo di plastica trasparente, in PVC o PET, incollato, mediante adesivo termorinvenente, sopra un cartellino in cartone oppure l’alveolo è incollato sopra a un foglio di film plastico, non necessariamente dello stesso materiale dell’alveolo.
I blister elettrosaldati non sono sigillati con collanti, ma sono fusi insieme l’alveolo e il foglio di retro, lungo tutto il perimetro; le due parti devono essere dello stesso materiale, PVC o PET.
Il messaggio pubblicitario può essere stampato sul foglio di retro, indifferentemente che questo sia cartoncino oppure plastica. Quando il foglio di retro è in plastica non stampata viene inserito all’interno, insieme al prodotto, un folder pubblicitario.
Le tipologie di blister e termoformati presenti sul mercato sono: il blister termosaldato, composto di una base in cartone trattato che viene accoppiata termicamente con una valva termoformata in materiale plastico; lo sfilabile in materiale plastico ripiegato nei due o tre lati inferiori che viene chiuso da un cartoncino sfilabile; lo skinpack, una base in cartone avvolta da un film plastico (surling o packling) che aderisce al prodotto in sottovuoto; la bivalva che è completamente in materiale plastico termoformato, facilmente richiudibile tramite i bottoncini ricavati nella termoformatura; il blister alta frequenza, completamente in materiale plastico che unisce valve o fogli in PVC con elettrosaldatura ad alta frequenza sigillando ermeticamente, e in cui è possibile inserire un cartoncino; il sottovuoto, in materiale plastico termosaldato, che sigilla il prodotto sottovuoto o in normale atmosfera.
Ci siamo poi chiesti quali siano le merceologie che maggiormente usufruiscono di questo tipo di imballo. Abbiamo scoperto che i blister spaziano in tutti i settori presenti nella GDO dove è importante la sigillatura del packaging (accessori elettrici, cosmetici, cancelleria, accessori hardware, giocattoli, accessori auto).
Le valigette richiudibili sono più indicate nel commercio al dettaglio e dove è necessario poter aprire e richiudere il packaging (soprattutto negozi di telefonia mobile ed elettronica).
Le vaschette termoformate per alimenti, compresi anche i bicchieri monouso, rappresentano la stragrande maggioranza dell’utilizzo dei termoformati.
Altri di quest’ultimo tipo trovano applicazione come interno scatola a completamento del packaging (parure di cosmetici/profumi) oppure come parte integrante dei prodotti (plance dei giochi di società) o ancora come vassoi utilizzati nella movimentazione, all’interno dell’azienda o fra aziende diverse, di piccoli particolari da assemblare, flaconi di vetro, schede elettroniche ecc.
La clientela
È possibile stendere un profilo del cliente tipo che si rivolge ai produttori di blister e termoformati? Come appena detto, molti sono i settori merceologici coinvolti: dall’alimentare al ferramenta, dall’elettronica al promozionale in genere.
Per Tecnoform il cliente tipo è un’azienda di medio-grande dimensione, attenta a valorizzare il proprio prodotto anche con il packaging, che produce o commercializza beni di largo consumo.
Nel caso di Padova Packaging, essendo la loro attività specializzata nel confezionamento in busta, in verticale e in orizzontale, la clientela richiede alla società questo formato, ma se non è possibile, perché il materiale per forma, dimensione o peso non può essere confezionato con la semplice bustina, si passa al blister. Con questa lavorazione soddisfano maggiormente quella clientela che necessita di confezioni che mettano in risalto il proprio prodotto, attirandone l’interesse e stimolandone l’acquisto, attraverso l’uso dei colori, forme, disegni, loghi stampati nel cartoncino dietro o attorno al prodotto.
Materiali a confronto
Passiamo ora in rassegna i diversi materiali utilizzati per la produzione, infatti, le tipologie di blister e termoformati si distinguono anche in base a questo aspetto.
Tecnoform trasforma circa 800.000 kg/anno di materiale plastico di cui 49% PVC, 13% polistirolo, 20% polistirolo floccato, 9% PET, 9% PP e accoppiati vari.
Il PVC viene utilizzato per blister, valigette, interni scatola e si caratterizza per avere un’ottima trasparenza, buona resistenza agli urti, facilità di lavorazione, infine può essere facilmente saldato.
Il PET ha le stesse applicazioni del PVC e rispetto a questo è un po’ più difficile da trasformare, tagliare e saldare, oltre a essere più costoso, ma è ritenuto più ecocompatibile del PVC.
Il polistirolo, utilizzato per interni scatola e vassoi, è più fragile del PVC e del PET, svantaggio che diventa particolarmente critico alle basse temperature; è facile da termoformare e tagliare e non è usuale nel packaging saldarlo. La versatilità, la facilità di lavorazione, il relativo basso costo, lo rendono, oggi, il materiale più economico nelle applicazioni aziendali.
Il polistirolo floccato, preferito soprattutto negli interni scatola per profumeria e cosmetica, ha le stesse caratteristiche del polistirolo; la bellezza della floccatura, che ne aumenta il costo, rende il termoformato molto più accattivante.
Il polipropilene serve per realizzare vaschette idonee per il contatto con alimenti, è un materiale molto economico, difficile da lavorare, che non consente forme spigolose con forti stiramenti; i termoformati possono resistere a un’escursione termica molto alta (-30 +120 °C), consentendo a vaschette surgelate di poter essere immediatamente messe in forno.
I materiali accoppiati vengono usati per realizzare vaschette idonee per il contatto con alimenti, sono formati da strati sovrapposti di plastiche diverse (PVC, PET, PE, EVOH ecc.), l’obiettivo di questi materiali è di rallentare l’ingresso dell’ossigeno all’interno delle vaschette sigillate in atmosfera modificata e ritardare in questo modo la scadenza del prodotto.
In generale, il materiale utilizzato deve essere attraente per l’acquisto del prodotto, quindi molto trasparente e la valva dev’essere sagomata, ma anche resistente per proteggere il prodotto stesso da eventuali urti, mentre lucido e colorato il cartoncino. Per le nuove normative di tipo ambientale, inoltre, il materiale utilizzato deve essere di facile smaltimento.
Qualche prodotto sotto la lente
Sebbene a vederli appaiano uguali, gli articoli proposti dalle aziende che hanno partecipato alla nostra indagine hanno delle caratteristiche distintive.
Progetto, disegno e fornitura in esclusiva per un’azienda di accessori per cellulari di una valigetta costituita da un termoformato esterno in PVC trasparente con una cerniera termoformata e degli agganci perimetrali per essere richiusa, è stata una delle proposte di Tecnoform. All’interno viene alloggiato di volta in volta un ulteriore termoformato che, con appropriati alloggiamenti, blocca gli oggetti contenuti. Sempre all’interno della valigetta viene posizionato un cartoncino pubblicitario che, grazie alla conformazione della valigetta esterna, si ripiega insieme a essa e si posiziona parzialmente sulla parte posteriore e parzialmente sul fronte, rendendo decisamente veloce il confezionamento.
T.D.A. Packaging ci ha presentato un blister in alta frequenza con PVC trasparente, contenente un carica batteria da auto per cellulari. Viene termoformata la stampata realizzando un’impronta precisa del prodotto, poi inserito un cartoncino con le varie descrizioni, il prodotto da confezionare e sovrapposto un foglio di uno spessore inferiore alla stampata anch’esso termoformato; può essere adagiato un ulteriore foglio illustrativo secondo le varie richieste del cliente e aggiungendo infine il foglio di chiusura.
Tutti i packaging di Oreca New sono stati studiati con termosaldatura per offrire al meglio le caratteristiche di confezionamento e per permettere di appendere. Il packaging dev’essere funzionale al prodotto, appeso in sicurezza, dare tutte le informazioni per una scelta adeguata e dimensioni contenute per l’esposizione su lineare.
Uno dei blister di Padova Packaging racchiude circa 50 elettrodi per la saldatura, dal peso complessivo di 850g, che poggiano in una valva termoformata di circa 30cm per 8cm, con uno spessore di circa 3cm. Il cartoncino presenta nella parte anteriore il nome del prodotto, con le misure dello stesso, nella parte posteriore invece vengono indicati tutti i valori nello specifico.
Un altro blister in catalogo racchiude in una valva due porta-mensole a vista, colorate, mentre in uno spazio interno della valva, in “vaschetta” termoformata vengono inseriti le viti e i tasselli da attaccare al muro e alla mensola. Qualora la saldatura della valva non aderisca perfettamente al cartoncino, anche su soli 2cm, esiste il rischio che materiale come i tasselli o le viti piccole vengano disperse.
Per Plastica Panaro usare materiali vergini di prima qualità e riciclabili è di primaria importanza: i prodotti, valigette e blister, sono dei contenitori bivalva trasparenti con apertura e chiusura facilitate, dotati di dimensioni interne totalmente usufruibili e muniti di asola per esposizione su display, utilizzati in diversi settori. Differenti dimensioni soddisfano tutte le richieste.
Infine, la scelta di Plasteco è stata di personalizzare in base alle richieste del cliente.
Un articolo sicuro
Il blister elettrosaldato è una confezione molto sicura, infatti, si apre solamente tagliandolo con forbici e opportune sagomature possono aumentare questa sicurezza. Il prodotto contenuto può essere protetto da nervature che assorbono gli urti, la sigillatura è ermetica, tanto che qualcuno ha realizzato blister promozionali che racchiudono all’interno acqua colorata, mentre per accoppiare un gadget a una bottiglia si realizzano dei blister che si incastrano sotto al collo della bottiglia e possono essere rimossi solamente tagliandoli.
Negli articoli di T.D.A. Packaging la sicurezza si concretizza con un accurato controllo qualità e su richiesta, ci sono anche opzioni come, ad esempio, antitaccheggi e bar code.
Il packaging è inoltre testato e garantito per proteggere il prodotto ma anche l’acquirente da eventuali incidenti, in particolare se si tratta di articoli taglienti.
È importante che il materiale non venga disperso, che non fuoriesca dalla confezione, quindi, la saldatura deve essere fatta a regola d’arte, inoltre, per prodotti delicati la valva deve riuscire a proteggere dagli urti.
Ecologia:
sì anche per noi
Un tema molto sentito in questo comparto è quello inerente il riciclaggio e lo smaltimento dei materiali.
Incollare la pellicola al cartone non permetteva in passato il riciclo. Oggi la termosaldatura con PVC riciclabile e staccato dal cartone, e l’uso di materiali particolari ed eco-compatibili permettono un maggior rispetto.
All’interno del ciclo produttivo è poi importante cercare di tenere divisi e puliti gli sfridi di lavorazione e renderli a chi è in grado di rigenerarli. Nel caso del polistirolo alcune aziende provvedono a una prima macinatura per “nobilitare” lo scarto.
Ormai i materiali usati sono altamente riciclabili tenendo sempre presente le varie conformità vigenti. In maggioranza gli sfilabili, bivalve, blister alta frequenza sono completamente riciclabili, avendo plastica e carta facilmente separabili, mentre il blister oppure lo skinpack vengono accoppiati a caldo quindi la carta rimane incollata alla plastica.
Alcuni materiali come il PET dovrebbero essere più ecologici di altri, comunque è importante che si segua il giusto smaltimento.
Presenti accanto al cliente
Diversi sono i modi in cui è possibile offrire dei servizi ai clienti. Si può cominciare con la progettazione e lo studio di fattibilità che Tecnoform concretizza avanzando proposte con disegni computerizzati 3D. In tal modo offre la possibilità di poter scegliere, tra un insieme di soluzioni, quella più interessante e accattivante, mantenendo comunque inalterata la possibilità di apportare in brevissimo tempo, qualora le esigenze del cliente lo chiedessero, modifiche anche sostanziali ai progetti presentati. Una volta che il progetto grafico è stato approvato viene eseguito il disegno tecnico vero e proprio, attraverso il quale si fornisce ai clienti un’ulteriore opportunità: vedere realizzato un prototipo allo scopo di verificarne l’aspetto estetico e funzionale. La produzione seriale è l’ultimo passo di questo percorso. Per il futuro, l’obiettivo è di comprimere ulteriormente i tempi di risposta ritenuti già ottimi.
Un servizio completo dalla progettazione del packaging alla spedizione del prodotto finito con possibilità di gestione del magazzino è il fiore all’occhiello di T.D.A. Packaging. Con stampanti automatiche e manuali è in grado di produrre etichette con o senza codice a barre. Per prodotti particolari con packaging inusuali o piccole serie si eseguono lavorazioni manuali di assemblaggio e confezionamento.
Altrettanto notevole è l’impegno profuso da Padova Packaging che affianca il cliente nella realizzazione e studio del prodotto finito, nel miglioramento dello stesso, suggerendo possibili fornitori del materiale; inoltre il servizio offerto comprende il trasporto, determinato dal numero dei quantitativi, l’etichettatura e la paletizzazione.
La rete di vendita, composta di agenti, ma anche merchandiser, personale per allestire banchi in occasione di aperture di negozi, oltre a un sistema informatico per la trasmissione degli ordini è il supporto predisposto da Oreca New per la clientela. Sono fornite, infatti, indicazioni per realizzare l’esposizione e display e strutture particolari per alcuni prodotti; all’interno del punto vendita i cartelli forniscono informazioni e i display guidano in base ai colori e ai codici.
Da parte di Plasteco si offrono gli stampi di attrezzature e si prestano le macchine per il confezionamento.
In conclusione, negli ultimi anni per alcune aziende si è registrato mediamente un costante incremento del fatturato, pari al 10-20%, determinato talvolta dai numerosi investimenti attuati. E per il 2005? L’obiettivo che molti vogliono conseguire è mantenere la stabilità dei risultati raggiunti, mentre altri prevedono un ulteriore aumento valutabile intorno al 10%: certamente essere innovativi sarà determinante. |