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GIUGNO 2006
   
  Dal prato all’orto, l’attrezzo giusto per curare il verde
 

Una zappetta per un vaso, un rastrello per un medio spazio verde fino alla vanga per un’area ampia. L’attrezzo da acquistare dev’essere quello più adatto allo scopo e che garantisce il migliore rapporto qualità/prezzo: una certezza se ci si affida all’esperienza delle nostre aziende.

Di Emma Notte

 
 

Curare il proprio giardino è sicuramente un piacere, ma necessita di un minimo di preparazione per ottenere i risultati attesi. Elementi da non sottovalutare per raggiungere lo scopo sono gli attrezzi da adoperare, manuali e da taglio. Il momento dell’acquisto diventa ovviamente un momento di confronto tra le proposte offerte, in cui si giudica la qualità e quindi l’affidabilità, la praticità d’impiego e quindi anche l’ergonomia, perché il fine del consumatore finale è quello di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo, avendo inoltre come scopo di acquistare in base al migliore rapporto qualità/prezzo.
Come distinguere però un attrezzo di qualità? La valutazione sulla qualità di questi prodotti, della loro affidabilità e durata d’uso nel tempo è tra i principali requisiti di scelta di ciascun utensile da lavoro. È noto che i prodotti di qualità si distinguono sia per i materiali impiegati sia per la tecnologia con cui sono costruiti. Nel comparto che stiamo per analizzare, e nello specifico dei materiali per le forbici, è fondamentale l’uso di lame in acciaio temprato con rivestimento antiaderente, manici in leggero alluminio e rivestiti in termoplastico antiscivolo, per assicurare un lavoro appropriato e senza inutili sforzi.
La scelta e l’utilizzo di materie prime di qualità, sottolineano in Sta-For, rappresenta una sicura garanzia rispetto a tutti i successivi trattamenti superficiali sulle lame quali la tempera e l’arrotatura: fasi critiche per evitare rotture durante l’utilizzo dell’utensile e/o per assicurare nel tempo la tenuta del filo di taglio. Privilegiare materiali plastici atossici e che, ad esempio, non cedano il colorante, produce poi delle evidenti implicazioni anche da un punto di vista salutistico.
La fase successiva alla produzione, e di notevole impatto sul cliente, è il servizio di assistenza, la flessibilità a rispondere a esigenze specifiche, ma soprattutto il saper offrire la garanzia che un marchio italiano rappresenta. Ecco i punti di riferimento fondamentali per chi vuole continuare ad affermarsi in questo comparto, reagendo in modo attivo ed efficace alla presenza di articoli cinesi.

Consigli per l’acquisto migliore
La robustezza, l’affidabilità e la praticità d’utilizzo sono i primi criteri di valutazione quando ci si trova davanti alla scelta tra molteplici attrezzi per il giardinaggio. L’articolo deve essere di qualità cui si aggiungono, per questi attrezzi in particolare, l’ergonomia e la funzionalità, che permettono all’utilizzatore un facile impiego del prodotto. Per incentivare all’acquisto di qualità, le aziende produttrici sottolineano come talvolta la differenza di prezzo tra un buon prodotto e uno scadente sia solo di pochi euro. Pregi dell’utensile di qualità sono la garanzia di un risultato effettivo e la sua lunga durata, che in pratica significa evitare di dover acquistare un utensile nuovo l’anno successivo. Infatti, è necessario valutare ciò che serve non solo per l’uso immediato, ma anche in previsione di ulteriori utilizzi. La spiegazione è che spendere poco in un attrezzo per soddisfare un’esigenza immediata, ma senza valutare una potenziale futura necessità, potrebbe alla fine essere più costoso che non investire subito in un attrezzo migliore.
Altri fattori, strettamente connessi alla qualità, sono la sicurezza, l’ergonomia, la semplicità d’utilizzo oltre all’adeguatezza alla funzione richiesta.
Un utensile efficiente e innovativo, leggero, dal design gradevole ed ergonomico è certamente un criterio di scelta che guida un utente esigente.
Il cliente finale giunto sul punto vendita dovrebbe già aver compiuto alcune riflessioni. Il criterio di scelta degli attrezzi è dettato dal loro uso e dalla funzione degli stessi, tenendo quindi conto del tipo di terreno e dell’ampiezza del giardino. Le caratteristiche dell’area da trattare determinano quindi le dimensioni e la tipologia degli attrezzi, che di conseguenza devono essere acquistati della misura adatta e con il grado di performance attesa.
La prima cosa da prendere in considerazione è l’uso a cui è destinato l’attrezzo, sia in riferimento al tempo di utilizzo, sia relativamente al tipo di pianta che si deve curare. È importante quindi fare la corretta valutazione dello spazio da coltivare. Nel caso di un balcone si preferiranno i piccoli attrezzi per curare le piante in vaso, ma se si ha a disposizione un giardino di piccole dimensioni con aiuole si acquisteranno attrezzi piccoli, ma anche quelli manicati tipo zappette, rastrelli, coltivatori e infine dipende dal tipo di coltivazione che s’intende realizzare. Se invece si dispone di un giardino grande, con prato e aiuole, saranno necessari sia gli attrezzi sopraccitati ma anche la vanga, il badile, i rastrelli per erba, il rastrello aeratore per il prato, la scopa per erba e tutti gli altri attrezzi disponibili in commercio.
Secondo riferimento per determinare la scelta d’acquisto è relativo alla frequenza d’uso, che porta a optare per un buon attrezzo di tipo professionale, costruito con materiali di qualità e resistente all’usura, mentre se l’uso è saltuario è sufficiente, per esempio, una classica forbice da giardino di buona qualità.
È proprio in particolare in relazione alle forbici che è necessario valutare la rispondenza ai requisiti minimi di sicurezza, diventando perciò tra i primi criteri di scelta di ciascun consumatore.
L’ampiezza e la profondità di gamma offerta rappresenta, secondo alcune aziende, un criterio di giudizio utile per valutare il grado d’introduzione di un’azienda rispetto allo specifico mercato e quindi anche il suo implicito grado di specializzazione.
Il punto vendita, soprattutto se specializzato, diventa il luogo dove è possibile indirizzare verso una determinata scelta d’acquisto, a patto che si disponga di personale preparato e in grado di consigliare l’utensile giusto per qualsiasi tipo di lavorazione.
Si scopre, infatti, che non sempre l’utente finale è in grado di trovare l’esatta corrispondenza tra il suo obiettivo e l’utensile da acquistare, perciò è su questo specifico servizio di assistenza/consulenza che i rivenditori dovrebbero offrire il proprio valore aggiunto.
L’attrezzo adatto sarà maggiormente individuato con l’aiuto di una corretta esposizione nel punto vendita, pannelli esplicativi e consigli, sempre molto graditi, del personale specializzato. Per i vasi e le piante di casa conta la varietà e la presentazione.
Il mercato appare molto variegato, come si nota dal tipo d’offerta che la GDS propone ai propri clienti, spesso suddivisa in tre diversi livelli di qualità e conseguentemente di prestazioni e prezzo.

Materiali per comfort e sicurezza
Qual è il materiale migliore per un paio di forbici definibili di qualità? L’acciaio assolve pienamente a questo compito, ma dev’essere di prima qualità, certificato e in grado di garantire precisione e durata del taglio oltre a una qualità costante nel tempo. Parliamo in questo caso di acciai costosi e anche di difficile reperimento, come ci spiegano in Ausonia.
Le materie plastiche e le gomme vengono utilizzate nella fabbricazione dei manici e delle impugnature. Anche in questo caso la scelta di materiali di qualità è fondamentale: le plastiche e le gomme devono essere atossiche, indeformabili e resistere agli sbalzi di temperatura e inoltre garantire una presa sicura dell’utensile.
Per la fabbricazione dei manici stessi o del corpo dell’attrezzo spesso viene utilizzato anche l’alluminio, mentre negli attrezzi con manico, quest’ultimo, se di legno, dovrebbe essere di frassino, un ottimo materiale per le sue note qualità di flessibilità e robustezza, ma anche il faggio come sottolineano in Trading Legno.
È Cav. Mario Valsecchi a far emergere una distinzione in merito ai materiali: per gli attrezzi forgiati professionali si utilizza solo acciaio ad alto tenore di carbonio che permette una bonifica al taglio (tempera) con il vantaggio di ottenere attrezzi robusti unitamente alla facilità di utilizzo. Ciò a differenza degli attrezzi in lamiera stampata, che a fronte di una differenza di prezzo, hanno una durata notevolmente differente.
Da non sottovalutare sono i risultati ottenuti anche con Derlin, TPU, fibra di vetro, policarbonato e altri materiali compositi, che trovano impiego in tipologie diverse di utensili. Esempio di combinazione, come ci spiegano in Fiskars, è l’utilizzo dell’acciaio inox per lame e molle e il nylon caricato con fibra di vetro per le impugnature o il corpo dell’attrezzo. Il risultato complessivo è di leggerezza, efficienza e durata nel tempo.
Sempre parlando di forbici, Gifaz adopera l’acciaio inossidabile che viene temprato a 55°-60° Rockweel e poi nichelato. Tale lavorazione permette di mantenere la durezza dell’acciaio e protegge lo stesso dalla corrosione, conferendo alle forbici durata e mantenimento della funzionalità nel tempo.
In merito alla tecnologia relativa alle forbici, è un plus l’ammortizzatore dei colpi di chiusura, oppure il blocco di sicurezza zincato che non arrugginisce, presente nei prodotti Ipierre.
In sintesi, la scelta dei materiali migliori uniti a un’avanzata tecnologia si traduce in una maggiore semplicità d’uso, in una costanza delle prestazioni nel tempo e in una maggiore durata del prodotto.
E gli esempi non mancano tra gli articoli di Handy Officine Piazza: se per un aeratore le lame in acciaio danno la sicurezza di avere un attrezzo che potrà svolgere la sua funzione d’incidere il terreno e permette quindi l’aerazione, un trapiantatore con lama in alto resistenziale garantisce la durata e, infine, le scope con denti in acciaio temprato conferiscono la flessibilità necessaria per una pulizia profonda e facile del prato, dell’aiuola ecc…
Essere competitivi
L’esistenza di molte aziende e l’incombere della presenza cinese sul mercato determinano necessariamente una riflessione e un’adozione di strategie da parte delle aziende.
D’altra parte però dobbiamo distinguere tra i diversi casi. Per i distributori come Ferritalia, la provenienza cinese non si presenta come una minaccia, bensì determina un’opportunità di collaborazioni ad ampio respiro, dalle quali entrambi i partner ricavano vantaggi a lunga scadenza oltre a quelli d’immediata concretizzazione.
Diverso è il discorso per chi produce, poiché deve offrire ai propri clienti delle garanzie, sintetizzabili in tre punti principali: qualità costante, garanzia del prodotto e consegne puntuali. Per queste aziende il marchio è il valore dietro al quale coesistono questi e altri elementi, ed è sinonimo del pregio derivante dall’esperienza del Made in Italy, come tengono a precisare in Siris Garden.
Nonostante, indubbiamente, la concorrenza cinese sia sempre più pressante e presenti articoli sempre migliori a prezzi molto competitivi, comunque non esistono allarmismi tra i produttori, che ritengono l’avanzata cinese come un problema relativo, o meglio un forte elemento di disturbo, poiché ci si trova dinanzi a copie perfette di utensili europei di qualità, senza però avere le medesime caratteristiche intrinseche. Da qui la necessità di avere prodotti che siano innovativi e protetti da brevetti. A ciò si aggiunge una concorrenza definibile palesemente sleale. Infatti, i Cinesi non investono nella tutela dell’ambiente, visto che il loro modello di sviluppo industriale è fortemente inquinante, e non subiscono i forti costi che la norma 626 impone alle aziende italiane, vista la mancanza di regole a tutela della sicurezza dei lavoratori nell’ambiente di lavoro. Da queste considerazioni ne discende che, non potendo essere concorrenziali sul prezzo, la strategia migliore per ostacolare questa situazione sono gli investimenti per la ricerca e lo sviluppo e per la politica di marchio. A livello individuale si può fare poco proprio per la smisurata quantità di prodotto che invade il nostro mercato. Ma a livello di comparto, ci spiegano in Sta-For, “abbiamo invece aderito al nuovo marchio territoriale di qualità “QM” ovvero “Qualità Maniago” che, a breve, partirà con una campagna pubblicitaria a favore di prodotti realizzati nel distretto produttivo di Maniago, storicamente legato ai coltelli ed ai ferri da taglio”.
Da non trascurare è l’offerta finalizzata a determinate aree: è risaputo che gli attrezzi manuali per giardinaggio abbiano delle caratteristiche specifiche a seconda della regione; presentare quindi una produzione di attrezzi speciali richiesti nelle varie regioni è una forma sicura di fidelizzazione della propria clientela.
“Spesso non potendo competere bisogna allearsi” ci dicono da Ipierre, cioè trovare produttori qualificati in grado di fornire articoli realizzati in base alle specifiche (tipo di materiali, tecnologie produttive ecc.) fornite dalle nostre aziende.
Ricordiamo, infatti, che l’offerta cinese non è segmentata in modo da offrire per ogni problema la giusta soluzione, ma al contrario è rivolta verso il basso, conquistando così solo l’utente in cerca del mero prezzo, per un uso solo saltuario, non essendo di conseguenza interessato al risparmio della fatica fisica, o alla garanzia di assistenza nel post vendita.
Comunicare per farsi conoscere
Cataloghi, pubblicità sulla stampa, materiale sul punto vendita, partecipazione a fiere, visite frequenti da parte di agenti preparati e disponibili ma anche, in alcuni casi, da parte dello staff aziendale: si può trasmettere un messaggio in molti modi e per capire quali sono le strategie mirate ed efficaci, e talvolta alternative alle classiche, abbiamo chiesto alle aziende di esporci alcuni casi concreti.
Verdemax, per esempio, crede da sempre nella comunicazione, infatti, in varie forme e nel corso degli ultimi anni ha investito molto anche sulla “visibilità” del marchio: dal rinnovo del packaging dei prodotti, alla nuova immagine di cataloghi, depliant e cartelli, dalla realizzazione di nuovi espositori, al progetto merchandising. Quest’ultimo ha permesso all’azienda di offrire un supporto di grande rilievo per il sell-out, essendo stato studiato e personalizzato per le necessità del cliente, al fine di permettere un utilizzo razionale dello spazio del punto vendita, proponendo differenti soluzioni per la presentazione dei prodotti con espositori e lineari studiati per valorizzare ogni singolo articolo. Nello specifico, per gli attrezzi manuali e da taglio, sono disponibili sia espositori da banco, per piccoli attrezzi (palette, trapiantatori ecc.) e per forbici, sia espositori su ruote, grazie alle quali è possibile spostarlo all’interno del negozio (in occasione di promozioni) e collocarlo nei punti di maggiore passaggio.
Per Fiskars l’attenzione al rivenditore si rivela nei corsi di potatura presso i punti vendita, dove vengono fornite informazioni non solo sui prodotti dell’azienda, ma soprattutto sul loro corretto uso.
L’idea di servizio all’utente finale si manifesta, nella strategia di Ipierre Sirotex, tramite libretti d’uso per l’utilizzatore, nonché corsi di formazione presso i clienti per istruire sulle principali caratteristiche e peculiarità dei propri prodotti.
Certamente diventa discriminante poter disporre di una determinata ampiezza di gamma, ma è indispensabile contemporaneamente attuare una politica di presenza capillare nella distribuzione tradizionale, così come ha sempre predisposto Uniflex Utiltime. E l’azienda registra notevoli soddisfazioni nonostante la crescita della grande distribuzione.
In merito al tema della distribuzione, abbiamo rilevato che il 50% delle aziende intervistate è presente capillarmente sul nostro territorio e il 70% è presente nell’Unione
Europea.