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Tre città, tre ricambisti per ogni città, tre giornalisti per ciascuna realtà. Ecco come ci siamo mossi per poter osservare da vicino il mondo dei ricambi in città, un mondo che si distingue da quello dei paesi di provincia o della stessa periferia di queste metropoli.
È una realtà che si caratterizza soprattutto per l’esasperazione di una vita frenetica, dove l’automobilista non vuole mai aspettare, né in coda in mezzo al traffico, né in officina per il tagliando o la riparazione. Un mondo dove il ricambista deve essere più che pronto nelle consegne, nonostante il traffico che intasa le vie, nonostante i centri con zone pedonali o a traffico limitato, nonostante la carenza di spazi per il magazzino e per i parcheggi. Un settore incalzato da una concorrenza agguerrita, dove vale il detto mors tua vita mea, dove gli sviluppi del mercato hanno costretto alla chiusura tante attività, perché i costi per sopravvivere in questa “giungla” sono davvero molto alti.
Ma allora, come e perché per tanti ricambisti e officine “il gioco continua a valere la candela”? Dove è il profitto, dove la voglia, dove la determinazione di tanti piccoli e medi imprenditori per continuare a fare questo mestiere, nonostante le difficoltà? Non è solo il tornaconto economico, ma è anche l’esperienza maturata negli anni, la soddisfazione che nasce dalla passione per questo mestiere. Una passione che si traduce in professionalità e inventiva, guidate da un profondo senso del servizio al cliente, con rapporti interpersonali che assomigliano a quelli di paese…
Milano, Roma e Napoli sono città molto diverse fra loro, con un tessuto urbano variegato e tradizioni differenti, eppure, viste da vicino, hanno qualcosa in comune: il quartiere innanzitutto. Ecco forse il vero contesto in cui vanno inserite queste realtà e i loro protagonisti. Se, infatti, guardiamo a ciascuno dei ricambisti da noi intervistati come dei semplici imprenditori di una grande città, ecco che si perdono, anonimi, in un ambiente caotico e sovraffollato. Ma se entriamo nel quartiere, ciascuno di loro ha un suo tessuto di relazioni, di conoscenza, di tradizioni che ha portato avanti nel tempo, rispondendo con efficacia ai cambiamenti richiesti non solo dal mercato in generale, ma dal proprio cliente in particolare.
Ecco dunque che sono nati servizi di consegna a tutte le ore e con tutti i mezzi a disposizione, per non far “soffrire” il meccanico che ha l’auto ferma in officina e il cliente sulla porta. Ecco come è stato possibile confrontarsi direttamente e capire a fondo le problematiche dell’autoriparatore, proporre soluzioni per l’eventuale affiliazione a una rete o scegliere l’indipendenza. Capire l’importanza del proprio ruolo di intermediario tra i produttori e gli utilizzatori finali, per far fronte alle esigenze di informazione e formazione che provengono da entrambi gli estremi della filiera.
Ma lasciamo ora la parola alle tre città, ai tre ricambisti intervistati in ogni città, e ai tre giornalisti che gli hanno dato voce nelle pagine della nostra rivista, per scoprire i loro punti di forza e le loro difficoltà e individuare il “filo di Arianna” che li ha portati fuori dal “labirinto” della città dei ricambi.
Milano, i ricambi non si fermano mai
Una città frenetica, che richiede in primo luogo efficienza: viaggio nella realtà milanese del ricambio, dove a fare la differenza sono i servizi all'autoripatore.
Tommaso Caravani
Capitale del lusso e della moda, anche per le auto, Milano si conferma città avanzata, soprattutto per quanto concerne il circolante: moltissime auto nuove e normative stringenti sui veicoli inquinanti. Il risultato è che le officine indipendenti proliferano, anche perché l'utente meneghino non ha tempo per aspettare le lungaggini delle concessionarie. Per questa ragione i prodotti legati alla manutenzione ordinaria "volano" e in particolare tutti concordano sulla crescita dei volumi per i ricambi legati al giro cinghia: dal tendicinghia, alla cinghia, senza dimenticare pulegge e, ultimamente, anche la pompa dell'acqua.
Ma il problema delle grandi metropoli è tutto nei costi: i locali hanno prezzi elevati e così le officine hanno dimensioni ridottissime, spesso anche un solo ponte. Il risultato è che i ricambisti milanesi lavorano ormai quasi esclusivamente per quartiere, con un servizio che ha del "maniacale", con consegne più volte al giorno. Grazie a questa polverizzazione delle officine e dei ricambisti, anche ai fornitori è richiesto un tempismo fuori dal normale, perché tutto, oramai, ruota intorno al servizio. Per questo abbiamo intervistato tre ricambisti "metropolitani", e siccome i servizi arrivano dalle reti abbiamo scelto un Bosch partner, un affiliato a Rhiag e uno che è legato al marchio Checkstar. Quest'ultimo però ha anche un'altra sede fuori città, che fa parte del gruppo I.DI.A.-Point Service.
Voltauto: tanta concorrenza, piccole officine
Il primo ricambista che siamo andati a trovare è Voltauto, una realtà che ha iniziato la propria attività nel lontano 1949 e che, negli anni, ha dovuto cambiare, come molte altre, la propria natura: da negozio di ricambi elettrici a generico ricambista, con una forte impronta meccanica. Un cambiamento che è stato accompagnato da uno spostamento di sede, nel 1994, dettato dalle maggiori necessità di spazio. Grazie a questa nuova sede, sostiene Gianfranco Savarese, titolare dell'azienda, "abbiamo incrementato notevolmente la vendita al banco. I maggiori spazi, infatti, ci hanno consentito di tenere molti codici a magazzino, garantendo al cliente la quasi certezza di trovare il prodotto subito". Il "quasi" si riferisce al fatto che, nonostante le importanti dimensioni del magazzino, "non si riesce a tenere tutto. Per questo, abbiamo un servizio di approvvigionamento e con_segna rapida, che svolgiamo con mezzi differenti a seconda delle esigenze". Voltauto, infatti, può contare su due automobili e due furgoni per i carichi più importanti, mentre per le consegne più urgenti si ovvia al traffico cittadino con due scooter 150 di cilindrata.
È, infatti, il servizio la vera chiave di volta per il successo in una città come Milano; questo perché la concentrazione dei ricambisti è maggiore rispetto ad altre città italiane; non solo: "a Milano c'è una concorrenza molto dura. Il problema di questa città, oggi, è che sono presenti quasi tutte le aziende del settore, quindi sul mercato sono disponibili molti prodotti differenti, distribuiti da diversi ricambisti. Faccio un esempio: se si cerca una batteria a Milano, è possibile trovare quella con le specifiche richieste con 90 differenti marchi, anche se non tutti hanno la stessa qualità". È proprio la qualità, sottolinea Savarese, a fare la differenza nell'offerta: "noi abbiamo insistito molto sul prodotto originale (dove per originale si intende costruito dallo stesso fornitore di primo equipaggiamento), in questo modo il cliente che lavora sull'auto è sicuro della qualità dei ricambi utilizzati, ha un minore rischio di vedere l'auto tornare indietro e torna da noi perché abituato a utilizzare un certo marchio".
Ma il mondo dei ricambisti è anche quello che maggiormente vive in prima linea il problema della concorrenza con i ricambi inscatolati con il marchio della casa: "oggi, a livello locale, soffriamo molto la concorrenza del concessionario. Questo perché a Milano c'è una buona disponibilità economica e l'autoriparatore deve risolvere in maniera veloce il problema del suo cliente. Per questo se noi non abbiamo anche solo un codice, il meccanico si rivolge alla concessionaria, anche se lo stesso ricambio ha un costo superiore". Una situazione che è si è creata anche per effetto della legge Monti: "con questo intervento, infatti, si sono svegliati i concessionari, che oggi hanno politiche aggressive anche nei confronti dei riparatori indipendenti, mentre un tempo neanche gli vendevano i ricambi".
Ma Gianfranco Savarese ha le idee chiare su come si può contrastare la concorrenza delle concessionarie: la comunicazione all'utente finale. "Oggi, quasi tutti gli autoriparatori hanno recepito la legge Monti, e tutti sanno che è possibile effettuare tagliandi anche durante il periodo di garanzia. Tuttavia, quello che, serve è una maggiore attenzione all'utente".
Voltauto è parte del circuito Checkstar, ma ha anche un secondo punto vendita fuori Milano (Voltauto2) che aderisce al network I.DI.A.-Point Service: "in questo periodo storico è importante valutare con attenzione l'appartenenza a una rete piuttosto che a un'altra. Questo perché se in primo luogo ha importanza la velocità di approvvigionamento, subito dopo viene la capacità di comunicazione all'utente finale".
Domauto: fedeltà alla rete e tanta formazione
Anche Domenico Stroppa, titolare dal 1984 di Domauto, punta molto sulla rete per fornire servizi ai propri clienti e conoscenza delle opportunità all'utente finale. Bosch partner dal 2006, questo ricambista ha investito molto nell'appartenenza al marchio; un'appartenenza che, secondo Domenico, è ben ripagata: "il vantaggio di aderire a un network come
Bosch, è che per molti ricambi puoi fornire all'autoriparatore tutte le parti necessarie alla riparazione con un solo brand. Inoltre, il marchio Bosch è molto forte sul mercato e spesso l'utente finale lo conosce, magari perché lo associa agli elettrodomestici o ad altri prodotti che l'azienda produce". D'altronde, il circolante del capoluogo lombardo differisce rispetto a quello delle altre città italiane per l'alta percentuale di auto nuove e di lusso. Secondo Domenico, infatti, a Milano si vendono sempre più ricambi per auto recenti, anche modelli che sono sul mercato da soli due anni. Ma quali sono i ricambi maggiormente richiesti? Come sempre nella top ten delle vendite ci sono quelli ad alta movimentazione: filtri, pastiglie, dischi e tamburi; ma il mercato, secondo tutti gli intervistati, sta assorbendo un numero sempre maggiore di tutti i ricambi legati alla distribuzione motore. Non solo, Milano, secondo Domenico, si caratterizza anche per un'altra tendenza: "oggi noto che a Milano si procede sempre meno alla riparazione dei componenti; se una volta si cercava di aggiustare alcuni componenti, come un motorino di avviamento o un alternatore, oggi lo si sostituisce. Questo fenomeno si è spostato anche verso i ricambi meccanici, al punto che se si rompe un motore, a Milano, è più facile che il cliente cambi l'auto piuttosto che riparare quella rotta".
Ma Domauto è attiva anche dal punto di vista della formazione: insieme al proprio distributore Bosch di zona organizza corsi per le officine, perché per contrastare i concessionari serve la "preparazione degli autoriparatori". Secondo Domenico, infatti, "se a un milanese la mattina non parte l'auto, si reca dal meccanico all'angolo, e non alla casa madre che è lontana e ha tempi lunghi. A questo punto se è contento del servizio rimarrà sempre fedele a quella officina".
Nonostante la disponibilità economica, però, il cliente milanese è anche attento ai prezzi, "specialmente chi fa alcune riparazioni da solo, come la sostituzione delle spazzole tergicristallo. In questo caso il nostro concorrente è la grande distribuzione, per cui, a volte, è meglio vendere un prodotto a un prezzo concorrenziale con i supermercati, ma con una diversa attenzione al cliente. In questo modo, se oggi un'automobilista compra il tergicristallo, domani potrebbe decidere di acquistare un'autoradio, oppure un navigatore satellitare, in questo modo riusciamo a vendere".
C.R.A.M.: la consegna come punto di forza
Chi invece non crede molto nel valore aggiunto del marchio è Mauro Gottardi, titolare della C.R.A.M., ricambista dal 1967 che orbita nell'ambito Rhiag: "credo che rispetto al passato il valore intrinseco del marchio sia diminuito, almeno se paragonato all'importanza del servizio".
"Il problema di Milano, non è relativo alla tipologia di auto circolanti; certo, magari a Milano ci sono auto più nuove, ma il punto è che in un chilometro di raggio trovi anche 40 officine". Secondo Bruno, quindi, il vero valore aggiunto che un fornitore deve avere è la velocità e la disponibilità. "Con un circolante sempre più variegato, è importante poter contare sui ricambi da dare al cliente, ma non sempre è semplice approvvigionarsi, soprattutto sulle nuove giapponesi. A Milano - prosegue Gottardi - le officine hanno mediamente dimensioni molto piccole, spesso anche un solo ponte. Questo significa che se un cliente viene a chiederci un determinato ricambio, non può proseguire con il suo lavoro finché non gli arriva". Per questo C.R.A.M. ha organizzato un servizio di consegna molto efficace, per cui uno stesso autoriparatore può essere rifornito anche 10 volte al giorno. "Questa organizzazione - prosegue Mauro - richiede un notevole lavoro da parte di chi sta in negozio, ma dà i suoi risultati. Ovviamente cerchiamo di ottimizzare i giri, per cui se un fattorino deve partire per consegnare, magari, una coppia di pastiglie, telefoniamo prima agli altri autoriparatori della zona per sapere se hanno bisogno di avere qualche ricambio".
Per quanto riguarda la legge Monti, infine, Mauro non ha dubbi: non ha sortito gli effetti sperati. Su questo fronte però, Mauro invoca l'intervento pesante del gruppo: "oggi il fattore più importante è la comunicazione all'utente finale. Una comunicazione che deve essere effettuata attraverso i grandi network di comunicazione: dalla TV alla radio, perché il vero problema è che gli utenti non sono a conoscenza delle offerte e della professionalità delle varie reti".
Roma, servizi di qualità contro un traffico congestionato
Essere autoricambista a Roma non è facile, "ci vorrebbero gli elicotteri per le consegne" dice qualcuno, ma per vincere nell'arena metropolitana si punta a un servizio di alta qualità e professionalità.
Marco Spiridigliozzi
Un settore in continua evoluzione in una città in continua espansione, risultato: lavorare oggi a Roma nel settore dei ricambi auto è diventato estremamente difficile. Caratteristiche peculiari a tutte le grandi metropoli europee, ci mancherebbe, ma Roma vede aumentare compiti e oneri a causa di un tessuto cittadino al limite del congestionamento, condizioni che rendono paradossalmente secondarie quelle che sono originarie caratteristiche di un buon operatore del settore. Oggi, oltre alla necessaria professionalità, alla precisione nella ricezione degli ordini e a un magazzino sempre completo e pronto a qualsiasi esigenza, il dovere principale è diventata la puntualità. Consegnare a orari precisi, secondo quanto pattuito, diventa sempre più difficile, e come vedremo, per ogni azienda, si tratta oramai del problema principale nell'attività di vendita a Roma.
Italia 90: l'affiliazione per garantire qualità e servizi
Italia 90: il nome dell'azienda non lascia spazio a dubbi, la passione calcistica c'è tutta. In realtà, con l'inizio degli anni 90, si arriva a una nuova realtà aziendale, con sede a via Monte San Savino 4a, e non alla nascita dell'attività. Perché la storia dell'azienda di Goffredo Garzia, conosciuto oramai da tutti come "Sergio", inizia a metà anni 60, quando con suo fratello apre un'attività di autoricambi in una Roma molto diversa dalla città frenetica di oggi. "Opero in questo settore dal 1964 - spiega Sergio - assieme a mio fratello. Oggi Roma è cambiata ed è cambiato questo settore. La città è convulsa e caotica e lavorare come autoricambista pone nuovi e particolari problemi. Servono maggiori specializzazioni, una conoscenza più approfondita del settore rispetto a tanti anni fa e si devono accontentare tantissime esigenze in più. Onestamente tutti si possono rendere conto di come 40 anni fa in un'officina bastavano un cacciavite e un martello, ma oggi non è più così. Serve un tester, i pc sono dappertutto, tutto è in evoluzione".
Un mercato che per il titolare di Italia 90 è cresciuto come volumi e diminuito come margini, con problemi di etica. "È aumentata la concorrenza, anche se il comparto è ancora ben remunerativo e regala soddisfazioni. C'è però da considerare che esistono purtroppo anche concorrenti poco professionali".
Partner Rhiag dal 1992, Sergio spiega i motivi della scelta: "Abbiamo avvertito subito la necessità di avere un partner per il quale noi contassimo qualcosa: per il servizio, per la qualità dei ricambi e per la disponibilità. Soprattutto per la disponibilità, che in questo momento è diventata forse più importante del prezzo. Assieme alla qualità del prodotto".
Sulla legge Monti il giudizio è sospeso a metà: "Ovviamente c'è stato qualche vantaggio, ma la realtà è che la reazione delle case madri è stata feroce, perchè si sono rese conto che hanno perso lavoro. Una legge che se fatta conoscere in maniera opportuna, è buona, ma per i titolari delle officine esistono spese di ogni genere. Ci si deve imbarcare in molti costi per migliorare la propria professionalità; ci sono da seguire corsi di ogni tipo e si devono sostenere altri costi per l'acquisto della necessaria strumentazione".
A Roma si opera su autovetture di marche nazionali e internazionali: "Anche se tendenzialmente Fiat è uno dei maggiori brand presenti, non è da meno il parco asiatico, cresciuto in maniera netta".
Il magazzino è il fiore all'occhiello dell'azienda. "La gestione del magazzino era meccanizzata già negli anni 80. Oggi è stata ulteriormente migliorata con carichi e scarichi in tempo reale. Diversamente non si potrebbe operare".
G.R. Autoricambi: il segreto è nella consegna immediata
G.R. Autoricambi nasce nel luglio del 2000 e compie dunque proprio questa estate i suoi sette anni di vita nella sede storica di viale Antonio Ciamarra 266. I due titolari sono Gaetano Grande e Fabio Rocchi, i quali, dopo anni passati comunque nell'ambiente, in qualità di dipendenti di un'azienda per la quale hanno lavorato sin dal 1977, hanno deciso, alla fine degli anni 90, di "buttarsi" in un'avventura che alla fine ha dato loro ragione in un momento storico durante il quale molte aziende purtroppo chiudevano i battenti frenate da mille e più problemi.
"Oggi - spiega Gaetano Grande - viviamo una realtà ben diversa rispetto a quella che abbiamo affrontato tanti anni fa quando eravamo dietro al bancone dalle 7.30 del mattino sino alle 20.30. Allora si lavorava a 360 gradi, con compiti che spaziavano dalla consegna, allo smistamento del magazzino, alla fatturazione e a volte si provvedeva anche alla pulizia dei locali. Facevamo di tutto, perché in questo settore non esiste una università o una scuola che insegna il mestiere. Qui sei tu, da solo, con la tua volontà di migliorare. Posso dire che abbiamo lavorato tanto, presumo bene, in un settore davvero particolare e in una città unica".
Roma: la capitale. E l'attività dei ricambisti in una tale metropoli impone qualche peculiarità, che altrove non trova ragione di esistere. "Il problema principale è il traffico. O meglio, la tempistica nelle consegne. Ci viene chiesta professionalità, assortimento e velocità. Ora, la professionalità si forma nel tempo, con gli anni, con quello che ognuno di noi ha dentro come bagaglio professionale e come voglia di migliorare. L'assortimento lo costruisci anche questo nel tempo, riuscendo bene a capire le esigenze dei clienti che hai davanti, con i quali ti confronti quotidianamente. Il vero nocciolo del problema è la velocità di consegna. Ci vorrebbero degli elicotteri, con annessi paracadutisti, per un servizio che oggi sembra più simile a un'attività di pronto soccorso: quando ci chiamano, dobbiamo correre. Arriveremo ad avere orari simili a quelli delle farmacie, con turni di apertura durante il weekend; avremo la reperibilità. Già oggi il nostro orario è "non-stop" dalle 07,30 alle 19,30. Un altro aspetto importante è la ricezione telefonica degli ordini. Una giusta risposta al cliente è fondamentale. Lo sottolineo perché il settore col quale lavoriamo è molto particolare. Abbiamo oltre 25.000 articoli in magazzino, tutti catalogati con codici a barre per un'immediata utilizzazione. Lavoriamo molto con il gruppo Fiat-Alfa Romeo-Lancia, ma anche tutto il settore del Sol Levante richiede tantissima assistenza, così come trattiamo ricambi per tutte le marche tedesche".
L'azienda, nata nel 2000, vive oggi una buon redditività. Spiega Gaetano Grande: "Siamo a un livello di risultati nella gestione e nei servizi che definirei buono. Serviamo fondamentalmente officine e il nostro settore di riferimento è quello meccanico. Il segreto della nostra efficienza? Un gruppo di sei-sette persone al banco che non lasciano mai sola la clientela e otto autisti che percorrono Roma in lungo e in largo. Ripeto, alla fine arriveremo al punto che dovremo dotarci di una flotta di elicotteri, ma per il momento, riusciamo a reggere con una formula che definirei vincente".
Il network al quale si sono uniti è quello di Rhiag. "Un rapporto che ci soddisfa e che lascia a ognuno la giusta libertà di operare secondo le proprie caratteristiche. Essere indipendenti oggi è un grosso rischio, ci si deve unire a grandi gruppi, con l'accortezza e la possibilità di rimanere comunque liberi di scegliere. Se hai vincoli troppo stretti non lavori al meglio e questo sarebbe controproducente. Si deve avere di tutto in magazzino, perché si deve essere pronti a rispondere a tantissime esigenze. E poi ci vuole la qualità. Tanta qualità".
Ottimo anche il rapporto con i fornitori: "Assolutamente buono". Mentre sulla legge Monti il tono cala leggermente: "Esistono pro e contro, ma si deve reggere l'urto delle case auto e dei numerosi corsi di aggiornamento per rimanere a certi livelli".
Verginelli: professionalità e qualità del servizio
L'azienda nasce nel 1974, anche se un riassetto nel 1977 ne sancisce la definitiva consacrazione nel mondo della distribuzione capitolina. La gestione delle varie attività e la grande professionalità del gruppo hanno portato l'azienda a tre grandi punti vendita distribuiti nella capitale e sui castelli romani. Verginelli è gestita da Enrico Moroni e Paolo Botticelli. Problemi? Uno solo: la qualità del servizio.
Chi parla è Dino Dell'Olio, responsabile commerciale dell'azienda romana: "I problemi riguardano il servizio alla clientela. Oramai molti non guardano nemmeno più il prezzo: vogliono professionalità. Anche perché i prezzi sono oramai talmente livellati che nessuno può più permettersi comportamenti arbitrari. La differenza la fanno il servizio e la professionalità: caratteristiche che abbiamo pensato di raggiungere con un livello di collaboratori al banco molto preparati, ragazzi che ho "cresciuto" personalmente sotto il profilo lavorativo nel corso degli anni. E poi una grande rete distributiva. Abbiamo quattro furgoni grazie ai quali operiamo direttamente dal punto di via Monteverde, ma abbiamo dato in gestione il resto delle consegne: in pratica, ci sono oltre venti furgoni che consegnano per noi in tutta la città e sui castelli. Al momento garantiamo una consegna al giorno, anche se vogliamo essere pronti a un secondo giro, cosa che già facciamo nel raggio di qualche chilometro attorno ai nostri punti vendita".
Prodotti trattati? Soprattutto articoli di largo consumo: "Oramai le auto sono così ben fatte che il grosso della nostra attività si riconduce ai materiali che si consumano di più, come freni, alternatori e altri componenti usurabili. Trattiamo tutti prodotti di prima scelta, come Bosch, Monroe, Valeo: sempre la massima qualità per non creare problemi al meccanico".
La scelta sul gruppo distributivo è caduta su I.DI.A. - Point Service. "Una scelta effettuata perché comunque avevamo capito da tempo che il futuro era all'interno di un gruppo che ci garantisse grande qualità e sostegno. I rapporti con i fornitori sono ottimi, ci supportano nelle nostre scelte e ci permettono interventi a tutto campo".
Riguardo la legge Monti, il giudizio è negativo. "Una legge che a mio avviso penalizza il lavoratore dipendente a totale vantaggio di chi possiede un marchio alle sue spalle. Le grandi officine con un marchio in casa sono predisposte da tempo a migliorare la loro professionalità tramite corsi di formazione e aggiornamento. Le officine senza marchio faranno sempre molta più fatica, per non parlare dei giovani che investono in un'officina di 50 metri. Non penso possano avere un gran futuro"
Napoli, un percorso tortuoso sulla strada del ricambio
Nel capoluogo partenopeo le difficoltà, spesso, sono amplificate: ecco come i ricambisti si attrezzano per restare al passo con l'evoluzione del mercato, tra chi sceglie di restare autonomo e chi si affilia ai grandi network.
Marco Ugliano
Una città che si differenzia dalle altre grandi metropoli per stile di vita, abitudini e caratteristiche tutte sue, e che anche nel settore automotive non poteva certo risultare in linea con le altre città italiane: il parco circolante più datato, un'economia generale che stenta a crescere e caratteristiche topografiche forse uniche al mondo hanno, nel corso del tempo, creato un mercato dei ricambi particolare, che non ha uguali nel resto dello Stivale. Si pensi ad esempio che l'ammortizzatore, non certo ai vertici della sostituzione di ricambi in Italia, a Napoli è nella Top Ten dei ricambi fast-moving in virtù di un fondo stradale spesso ai limiti della praticabilità, con continue sollecitazioni che non giovano certo alla longevità dei veicoli, e in particolare proprio degli ammortizzatori.
Abbiamo fatto visita a tre ricambisti di Napoli per analizzare l'attuale situazione del mercato ricambi nel capoluogo partenopeo, e scoprire le motivazioni che portano oggi un ricambista ad affiliarsi o meno a un gruppo; proprio per questo abbiamo incontrato un ricambista che ha aderito alla rete Point Service, uno affiliato sia a G-Service sia a Rhiag, e uno, infine, che nel corso degli anni è rimasto indipendente e ha scelto di rimanere tale.
R.A.M.I.R.A.: le difficoltà si superano con il network
Nata nel 1935, quando ancora era denominata Rara, R.A.M.I.R.A. rappresenta oggi una delle realtà più note del settore nel capoluogo napoletano. Ubicata in via Giulio Cesare, a pochi passi dalla galleria che collega Fuorigrotta a Mergellina, R.A.M.I.R.A. fa parte, dall'aprile dello scorso anno, del network Point Service. Un'affiliazione che, a detta dei titolari Carlo e Marco Petti, rispettivamente padre e figlio, ha portato grande giovamento alla loro attività.
Carlo Petti e suo figlio Marco (quest'ultimo intervenuto, insieme ad altri cinque ricambisti, alla convention Point Service di Autopromotec 2007) tracciano un bilancio estremamente positivo a un anno e mezzo dalla partnership con Point Service: "In pochi mesi già otto officine nostre clienti sono diventate officine Point Service, e contiamo di poterne affiliare a breve altre tre: in linea con la politica aziendale del nostro network di riferimento non vogliamo però inflazionare il servizio, ma puntare più sulla qualità che sulla quantità: cercheremo quindi di fare una selezione accurata delle officine che si proporranno".
Secondo Marco Petti, inoltre, i servizi che offre il network sono fondamentali per la "sopravvivenza" di un ricambista, soprattutto in una città caratterizzata dalle croniche e sempre maggiori difficoltà economiche di gran parte della clientela. In particolare, ha riscosso grande consenso il servizio di credito al consumo: l'iniziativa, promossa da Point Service per agevolare nelle vendite le officine collegate, nasce dall'esigenza sempre più sentita dalla clientela di poter usufruire di un servizio finanziario legato sia all'acquisto di prodotti sia al pagamento di lavori e/o servizi. Quest'iniziativa, associata ad esempio alla convenzione con la flotta Arval, secondo Marco Petti "costituisce il valore aggiunto di una partnership che rappresenta il futuro nella filiera distributiva del settore".
"Negli ultimi anni il mercato dei ricambi è cambiato radicalmente - aggiunge Carlo Petti, da più di quarant'anni nel settore - un tempo si effettuava un grosso ordine e si poteva lavorare tranquilli per mesi; oggi, invece, si arriva a fare addirittura anche dieci ordini nell'arco di un mese, perché ogni singolo modello di automobile richiede un codice diverso, e ciò ha reso ovviamente molto più complicato il nostro lavoro. Con l'entrata in vigore del regolamento Monti si pensava che la nostra categoria, come del resto tutta la distribuzione indipendente, potesse ricevere enormi vantaggi, ma purtroppo la scarsa informazione che arriva quotidianamente all'utente finale continua a penalizzarci. L'aspetto più grave, e a tratti paradossale, è che non è solo l'automobilista a essere all'oscuro degli effetti della BER, ma che anche tanti autoriparatori non sono del tutto informati, con gravi conseguenze per l'intero comparto; noi personalmente cerchiamo di tenere alta l'attenzione sulla questione BER, tanto che a nostre spese abbiamo realizzato un volantino informativo che distribuiamo all'interno del nostro negozio".
Centro Ricambi Auto: parola d'ordine, fidelizzare il cliente
In linea con quanto affermato da Carlo Petti di R.A.M.I.R.A. è Raffaele Bisogno, titolare, insieme al fratello Ciro, di Centro Ricambi Auto, con sede nella strategica via Caldieri, a pochi metri dallo svincolo del Vomero della tangenziale. Centro Ricambi Auto, nata nel 1992 sempre nel quartiere collinare del Vomero, aveva nei primi anni Novanta sbaragliato la concorrenza grazie a un innovativo servizio a domicilio, che le dava quel valore aggiunto inestimabile in un centro cittadino congestionato dal traffico e dalla mancanza di parcheggi come quello di Napoli. E ancora oggi Raffaele Bisogno considera Napoli una realtà unica nel suo genere: "Se mi chiedete qual è l'andamento del mercato dei ricambi a Napoli non posso non fare una premessa fondamentale: la nostra è una città con caratteristiche tutte sue, in cui c'è una concorrenza a tratti esasperata e concentrata in pochissimo spazio. A Napoli, ma credo che questo sia un problema comune a tutti i grandi centri, il cliente ha tante alternative, quindi sei costretto ad avere tutti i codici a disposizione per non rischiare di perderlo: ciò comporta grandi investimenti da parte dei ricambisti, e l'affiliazione ai network è l'unica soluzione per stare al passo con il radicale cambiamento del settore". Centro Ricambi Auto ha sposato sia il progetto Giadi sia quello Rhiag, a testimonianza del fatto che l'affiliazione ai grandi gruppi non è sempre esclusiva, ma che può far convivere diversi progetti. "Noi abbiamo fin dall'inizio puntato sulla fidelizzazione del cliente, ed essere associati a network come Giadi e Rhiag ci permette di avere un'immagine di un certo livello e ci dà l'opportunità, tra l'altro, di organizzare corsi di aggiornamento e serate specifiche dedicate alla nostra clientela. Oggi il lavoro del ricambista è cambiato - prosegue Raffaele Bisogno - in relazione ai cambiamenti del mercato: si lavora per lo più sulla meccanica elettrica, sulla carrozzeria leggera e sull'accessoristica; noi cerchiamo di non essere monoprodotto e proponiamo articoli di alta-media e anche bassa qualità, perché è il mercato che lo chiede, anche se per essere così competitivi servono grossi investimenti". Centro Ricambi Auto ha a disposizione un magazzino di 400mq che, se rapportato a quello degli altri ricambisti, in una città come Napoli rappresenta uno spazio enorme. "Grazie al nostro magazzino e al nostro efficace servizio di consegna riusciamo a soddisfare le richieste della clientela, ma servirebbe una maggiore collaborazione da parte degli stessi autoriparatori: è assurdo che a cinque anni dall'entrata in vigore della legge Monti ancora molti di essi considerino migliore il ricambio originale rispetto all'equivalente; e se l'automobilista, già mal informato, non riceve le giuste delucidazioni una volta entrato in autofficina, purtroppo non si arriverà mai da nessuna parte".
Aldo Coppola Autoricambi: 100 anni di indipendenza
Nel nostro viaggio fatto a Napoli per scoprire l'attuale situazione nel mondo dei ricambi, ci siamo imbattuti in una realtà davvero particolare, ubicata in una delle zone più belle e antiche della città e caratterizzata da ben cento anni di storia nel settore. Aldo Coppola Autoricambi nasce, infatti, nei primi anni del Novecento, addirittura come officina di ricambi per carrozze, e nel corso di un secolo di vita ha conservato quel "sapore" artigianale che l'ha resa nota a tanti napoletani. Negli ultimi anni, da quando cioè la zona di Chiaia, a pochi passi dal lungomare e da piazza del Plebiscito, è stata pedonalizzata e "invasa" da locali di tendenza e boutique di alta moda, Aldo Coppola Autoricambi ha ovviamente dovuto fare i conti con la chiusura progressiva di tante officine e, quindi, con un calo vistoso dei volumi di lavoro.
Aldo Coppola, titolare del negozio, ci spiega perché ha deciso di restare del tutto indipendente e di non affiliarsi a nessun gruppo: "Al momento non ci sono le prospettive per porre in essere queste partnership: i clienti della zona stanno pian piano scomparendo, quindi abbiamo dirottato la nostra attività principalmente sulla vendita di accessori a privati. A Napoli spesso si dà per scontato che il parco circolante più datato dia automaticamente più lavoro a ricambisti, distributori e officine, ma non si considera che se si acquistano meno auto è perché l'economia è ferma, e se girano meno soldi si acquistano anche meno ricambi: è una conseguenza ovvia. La nostra forza è aver mantenuto negli anni una conduzione per così dire familiare, che ci consente di metterci a disposizione del cliente, di creare un rapporto personale ben diverso da quello che si crea con la concessionaria".
Nonostante abbia mantenuto completa autonomia nei confronti dei grandi gruppi, Aldo Coppola crede comunque fermamente nell'associazionismo, ma quello che lega tra loro gli stessi ricambisti: "Il futuro del settore è nel rapporto di collaborazione tra i ricambisti; noi abbiamo provato in passato a creare qualcosa di simile, ma non abbiamo mai trovato riscontri positivi tra i colleghi interpellati; spero che in futuro la situazione cambi, e che si trovi terreno fertile per favorire lo sviluppo del comparto nella nostra città".
Uno degli aspetti più problematici riscontrati in questa nostra inchiesta, svolta nel centro cittadino di Napoli, è la difficoltà, per i ricambisti, di poter accogliere la clientela con parcheggi che siano degni di questo nome. "In centro è praticamente impossibile trovare un ricambista che abbia a disposizione un ampio spazio per le auto dei clienti, e per questo motivo in tanti si stanno spostando in periferia o in Comuni adiacenti. Noi che siamo in una zona pedonale - conclude Aldo Coppola - costituiamo un caso estremo, ma la realtà è che la carenza di parcheggi penalizza tutti i ricambisti della città, e negli anni ha costretto alla chiusura buona parte di essi". |