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  Prime novitā per gli indipendenti
   
 

Il primo impatto forte del regolamento Monti č il venir meno della separazione tra mercato indipendente e "ufficiale". A un anno di distanza dall'entrata in vigore della legge analizziamo quali sono i problemi pratici da affrontare per gli operatori indipendenti e quali le opportunitā che si dischiudono.

a cura di Guglielmo Bruni

 
 

Dopo circa un anno dall’approvazione e dall’entrata in vigore del Regolamento 1400/2002 che contiene le nuove regole comunitarie valide per i prossimi otto anni per il nostro mercato, gli operatori dell’Aftermarket cominciano ad avere una sufficiente conoscenza di quanto dispone la nuova norma; iniziano però gli interrogativi legati ai punti da sviluppare e le priorità da considerare nelle proprie scelte.
Sono noti gli elementi principali di innovazione:
• la normativa si applica a tutti i veicoli a motore con tre o più ruote destinati a circolare su strada, e quindi ad autovetture, autobus, autocarri, sono esclusi quindi solo i motocicli. E’ però indubbio che la forte attenzione all’interesse del consumatore concentri la maggior parte degli effetti delle norme sul settore delle autovetture;
• per quanto riguarda la vendita dei veicoli, vengono sanzionati i comportamenti di tutela delle reti di distribuzione che non vadano a vantaggio del consumatore e in particolare le protezioni territoriali o contrattuali o gli obblighi per i venditori di auto di assumersi altri impegni, se vogliono in cambio poter vendere la vetture. Si tratta di un esplicito invito del legislatore a fare bene un mestiere solo;
• nel campo dell’assistenza e riparazione viene dedicato ampio spazio alle “definizioni” sia degli operatori sia dei componenti utilizzati;
• viene sancito il diritto per gli operatori indipendenti di poter disporre delle informazioni tecniche e dei parametri di aggiornamento degli strumenti di diagnostica per non avere limiti nello svolgimento della propria attività.
Le modalità di sviluppo del mercato per i prossimi anni si giocano tutte nell’evoluzione del rapporto tra automobilista e riparatore. Senza sottovalutare la tendenza alla diluizione della proprietà singola a vantaggio della creazione di flotte di vetture sia nuove sia usate, affittate ad automobilisti che non vogliono gestire in proprio queste grane. E’ indubbio, però, che per i prossimi anni il mercato continuerà a farlo l’automobilista singolo ed è sulle sue attese e reazioni che si devono tarare le scelte degli operatori conseguenti all’entrata in vigore del Regolamento.
Un altro punto ormai acquisito è che non vi sono più due mercati separati, quello indipendente e quello “ufficiale”, con regole e operatori separati, ma organizzazioni diverse che si rivolgono con immagine e strumentazione differenti allo stesso cliente. Le definizioni di “ricambio originale” e “ricambio di qualità corrispondente all’originale” contenute nel Regolamento fanno finalmente chiarezza su quanto da tempo avviene nella realtà. I costruttori auto non fabbricano più componenti, visto che li acquistano da produttori specializzati.
I fabbricanti che forniscono il primo equipaggiamento e conoscono le specifiche tecniche e produttive di questi componenti li possono chiamare “ricambi originali”, quale che sia la scatola. I produttori di componenti non montati sul primo equipaggiamento, ma che rispetto a questi ne hanno le medesime prestazioni e caratteristiche operative li possono invece chiamare “ricambi di qualità corrispondente all’originale”. Entrambi i componenti hanno pari dignità giuridica e possono essere legittimamente usati anche per interventi durante il periodo di garanzia. Di conseguenza, è stato anche chiarito che le case auto non possono dichiarare nei loro messaggi pubblicitari che solo presso le reti ufficiali si possono reperire i ricambi originali.
Quello dei componenti è un problema di sufficientemente semplice soluzione per poter sfruttare al meglio la nuova normativa nei confronti dell’automobilista: basta che ciascun produttore dichiari l’appartenenza dei propri componenti a uno dei due gruppi. Più complesso è l’insieme di azioni necessarie affinché l’officina indipendente possa competere ad armi pari con le reti ufficiali.
Innanzi tutto è chiara la risposta alla domanda sempre presente ogni volta che si parla di questi argomenti con gli autoriparatori indipendenti, risposta fornita dalla commissione europea stessa nel suo ultimo opuscolo illustrativo della norma. La casa auto non può rifiutare di prestare la propria garanzia sulla vettura in presenza di lavori effettuati in precedenza da riparatori indipendenti, a meno che questo lavoro non sia stato eseguito usando ricambi non appartenenti a uno dei due gruppi richiamati prima o usando procedure sbagliate che hanno causato danno.
Questo concetto, apparentemente semplice, definisce in realtà tutte le competenze che il riparatore è chiamato a sviluppare per continuare a operare su vetture recenti e di valore. In caso di contestazione, il riparatore deve poter documentare il lavoro effettuato, provare con documenti l’uso di ricambi adatti, provare di avere la conoscenza delle informazioni di diagnosi e montaggio di quel componente per quella vettura. E ciò richiede, naturalmente, un piccolo sforzo organizzativo da parte di ogni componente della filiera indipendente che deve essere in grado di supportare il riparatore.
Occorre, a questo punto, introdurre un altro argomento. In nessuna parte del regolamento Monti si parla di certificazione di qualità, di ISO 9000 o VISION 2000 o altre sigle analoghe. Poter però disporre con facilità dei documenti da produrre a supporto del lavoro svolto o in caso di richiesta di garanzia da parte del cliente, presuppone l’adozione di semplici procedure di qualità da parte di ogni operatore nell’interesse del cliente. Anche perché diventa fondamentale, alla luce della norma sulla garanzia contrattuale, misurare le proprie prestazioni nei confronti del cliente in maniera oggettiva e a prova di contestazione: si tratta pertanto di analizzare l’attività di ogni operatore per verificare se si vogliono sfruttare tutte le opportunità offerte dalla nuova normativa e quali integrazioni siano necessarie per reggere la nuova e agguerrita concorrenza delle reti ufficiali. Queste hanno una quota di mercato maggioritaria nei principali Paesi europei, ma possono essere affrontate con idee chiare, determinazione e il supporto di ogni organizzazione che sia in grado di fornire una dimensione progettuale al singolo imprenditore.