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  Vai sicuro e la certificazione dell'usato
   
 

Anche quest'anno la comunità di San Patrignano ha ospitato il convegno dedicato alle revisioni, dove è stato fatto il punto della situazione e sono state presentate due importanti novità: l'associazione dei tecnici certificatori "Vai sicuro" e la nuova certificazione di qualità per i veicoli usati "Autocert".

di Sergio Fonzo

 
 

Organizzato in collaborazione da Tecnostrada di Bologna e dall’ente di certificazione T.Ü.V. Italia di Cinisello Balsamo (MI), con la sponsorizzazione di Prisma Informatica di S.Giorgio di Piano (BO) e il patrocinio della Provincia di Rimini e dell’A.L.P.I. di Milano, si è svolto a San Patrignano (RN) un convegno dedicato alle revisioni auto. Si è trattato di un momento di incontro importante per gli operatori del settore, per conoscere le novità e aggiornarsi sulle evoluzioni legislative del comparto delle revisioni, sulle nuove strumentazioni e le possibilità di formazione. In particolare, due sono state le novità presentate in questa occasione: la neo-nata organizzazione “VaiSicuro”, Associazione nazionale dei responsabili tecnici e certificatori automotive, e il progetto “Autocert”, relativo alla certificazione dello stato d’uso dei veicoli usati.
I lavori, ottimamente organizzati, sono stati condotti da esperti del settore e improntati alla massima interattività fra i relatori e il pubblico, dando modo ai partecipanti di portare la propria esperienza professionale. Dopo il benvenuto ai partecipanti della signora Monica Barzanti del servizio stampa di San Patrignano, i relatori hanno puntualmente ed efficacemente affrontato gli argomenti in programma. Al termine dell’incontro è seguito un interessantissimo question-time, che il moderatore del convegno, Marco Calamai, ha dovuto cortesemente e a malincuore, ma necessariamente, limitare quantitativamente per rispettare i tempi programmati.

Le novità: “Vai sicuro” e “Autocert”
Giuliano Latuga, Presidente di Tecnostrada e direttore del periodico mensile “I.M.-Incognita Motorizzazione”, ha presentato audio-visivamente la nuova associazione “VaiSicuro”, illustrandone le finalità e i programmi raccolti nello statuto associativo distribuito a tutti i partecipanti. In sintesi, è una associazione che si propone di raggruppare i responsabili tecnici dei centri di revisione privati italiani (giunti ormai a quota 5.181), al fine di poter più validamente affrontare e risolvere i problemi cronici che affliggono il comparto. Oggetto del suo statuto, infatti, è quello di “promuovere e diffondere presso i responsabili tecnici e certificatori automotive, le aziende del settore, e presso il pubblico degli automobilisti, la cultura dell’automobile, con particolare attenzione agli aspetti relativi a un corretto rispetto delle norme di sicurezza e inquinamento, nonché delle certificazioni automotive”.
Una notevole novità assoluta per l’Italia, presentata da Marco Mauri del T.Ü.V. Italia, è rappresentata da “Autocert”, ovvero la certificazione dello stato d’uso dei veicoli usati. In sintesi, si tratta di una certificazione eseguibile presso i centri di revisione privati usufruendo delle attrezzature normalmente impiegate per le revisioni di legge. Tale nuova possibilità si basa sul decreto legislativo numero 24 del 2 febbraio 2002 in attuazione della direttiva CE 1999/44/CE per la tutela dei consumatori, che sancisce “la responsabilità del venditore di un bene nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene stesso” (articolo 1519/quater), e contemporaneamente stabilisce che “non vi è difetto di conformità se al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto e lo ha implicitamente accettato” (articolo 1519/ter).
In altre parole, se un venditore di veicoli usati vuole rendere evidente l’effettivo stato d’uso del veicolo, come garanzia di serietà, trasparenza, e come manleva della sua responsabilità post-vendita, fa sottoporre il veicolo alla procedura “Autocert” presso un centro di revisione appartenente a quel circuito. Qui il veicolo è sottoposto a una serie di controlli dei punti principali e critici del veicolo, i cui risultati (qualunque essi siano) vengono riportati su un regolare certificato firmato dal responsabile tecnico, con anche una valutazione del risultato complessivo finale del collaudo su una scala da 0 a 5. Allo stesso modo, il compratore che desidera constatare l’effettivo stato d’uso del veicolo usato che gli viene proposto, può richiederne la certificazione “Autocert”.
Tale certificazione può essere eseguita in tempi ridotti mediante una apposita procedura, una dettagliata check list e un apposito software, che consente di avere una “fotografia” completa del veicolo. “Autocert” è stato studiato per essere utilizzato da chi già effettua i controlli di revisione, cioè i centri di revisione che già dispongono delle competenze e delle attrezzature necessarie, senza necessità di integrazioni. Il sistema, gestito dal T.Ü.V. Italia, comprende il software gestionale per il quale è previsto uno specifico corso di formazione della durata complessiva di 24 ore, suddiviso tra teoria e pratica. I costi, sia per il centro di revisione, sia per venditori e consumatori non sono stati ancora indicati, ma il ritorno in termini di profitto per i centri sarà di indubbio interesse economico in quanto integrativo di una attività aziendale già corrente.
Situazione attuale e prospettive
Sergio Fonzo, in qualità di esperto in certificazioni di qualità nel comparto automotive e giornalista, ha affrontato l’importante quanto spinoso argomento della circolare ministeriale 147/96-bis che, creata fin dal dicembre 2001, non ha ancora trovato la sua attuazione operativa per l’inspiegabile ritardo ministeriale nella emanazione del relativo regolamento di attuazione. La circolare si rifà agli standard qualitativi (gestionali, amministrativi e tecnico-operativi) della norma internazionale di qualità ISO 9001:2000. La sua puntuale applicazione dovrebbe essere verificata con severi controlli, affidati anche a enti di certificazione privati, autorizzati e accreditati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ciò porterebbe inevitabilmente a una naturale selezione nel comparto, con un salutare apporto qualitativo e operativo nel settore delle revisioni dei veicoli. Dall’esame di recenti documenti e circolari diramate dal Ministero competente, l’ultima novità a riguardo sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) la prossima sparizione (in un tempo stimato attorno ai 6 mesi) degli uffici provinciali MCTC (DTT), dovuta all’istituzione dei centri S.I.I.T. (Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti) previsti da una revisione della legge Bassanini. In questo caso, il personale attualmente in forza agli esistenti uffici provinciali DTT verrebbe trasferito ai nuovi centri S.I.I.T.
Giuliano Latuga ha ripreso il tema delle norme 2002-2003 per i centri di revisione, riferendo di una impressionante quantità di leggi, direttive, circolari, eccetera, spesso in antitesi fra loro o con modifiche a distanza di pochi giorni l’una dall’altra. Un ulteriore esempio della difficoltà per gli operatori del settore di far chiarezza nella già complicata matassa normativa che affligge i centri di revisione, e che comporta dispendi di tempo, forze e denaro.
Nel corso di un secondo intervento, Giuliano Latuga ha illustrato le prospettive future, gli obblighi e le opportunità per i centri di revisione privati, spaziando su diverse ipotesi. Fra queste segnaliamo i corsi di formazione per responsabili tecnici (previsti dal nuovo Codice della Strada, ma non ancora ufficialmente regolamentati), organizzati ufficiosamente da Tecnostrada, nella convinzione che tale iniziativa squisitamente professionale verrà successivamente tenuta in debito conto quando si tratterà di regolarizzarla a termini di legge.
Un altro tema di grande attualità affrontato è la questione dell’autorizzazione ai centri privati per le revisioni sui veicoli superiori ai 35q.li e loro rimorchi. È stato ribadito che se e quando tali autorizzazioni verranno assegnate (e parlare del 2005 pare molto ottimistico), ciò non potrà in nessun modo avvenire in forma pressoché scontata (come ad esempio è avvenuto per le revisioni dei veicoli a 2 ruote). Ciò è valido in termini di infrastrutture, logistica, competenze e, soprattutto, di responsabilità immediate e conseguenti a carico dei responsabili tecnici e dei titolari, che sono i responsabili ultimi (con tutte le implicazioni civili e penali conseguenti) delle operazioni di revisione sui veicoli. Infatti, controllare e approvare o meno, veicoli di massa inferiore ai 35q.li o veicoli a 2 ruote, è ben diverso da farlo per grossi mezzi da trasporto con o senza rimorchio o trailer, adibiti al trasporto delle più svariate tipologie di merce (solida, liquida, surgelata, esplosiva, derrate alimentari, bestiame, eccetera) o di esseri umani a decine per volta, tenuto anche conto che i loro percorsi stradali si allargano ben al di fuori dei confini nazionali. Tale responsabilità, infatti, segue tali mezzi dovunque essi si trovino.
Prima di concludere vorremmo ringraziare la Comunità di San Patrignano non soltanto per l’alta qualità delle sue strutture, ma soprattutto per l’ospitalità e il calore che i ragazzi di Muccioli hanno saputo trasmettere a tutti gli ospiti. Ricordiamo inoltre che i proventi derivanti dalla quota di iscrizione al convegno sono state devoluti per intero alla Comunità di San Patrignano.