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Organizzato
in collaborazione da Tecnostrada di Bologna e dall’ente di certificazione
T.Ü.V. Italia di Cinisello Balsamo (MI), con la sponsorizzazione
di Prisma Informatica di S.Giorgio di Piano (BO) e il patrocinio della
Provincia di Rimini e dell’A.L.P.I. di Milano, si è svolto
a San Patrignano (RN) un convegno dedicato alle revisioni auto. Si
è trattato di un momento di incontro importante per gli operatori
del settore, per conoscere le novità e aggiornarsi sulle evoluzioni
legislative del comparto delle revisioni, sulle nuove strumentazioni
e le possibilità di formazione. In particolare, due sono state
le novità presentate in questa occasione: la neo-nata organizzazione
“VaiSicuro”, Associazione nazionale dei responsabili tecnici
e certificatori automotive, e il progetto “Autocert”,
relativo alla certificazione dello stato d’uso dei veicoli usati.
I lavori, ottimamente organizzati, sono stati condotti da esperti
del settore e improntati alla massima interattività fra i relatori
e il pubblico, dando modo ai partecipanti di portare la propria esperienza
professionale. Dopo il benvenuto ai partecipanti della signora Monica
Barzanti del servizio stampa di San Patrignano, i relatori hanno puntualmente
ed efficacemente affrontato gli argomenti in programma. Al termine
dell’incontro è seguito un interessantissimo question-time,
che il moderatore del convegno, Marco Calamai, ha dovuto cortesemente
e a malincuore, ma necessariamente, limitare quantitativamente per
rispettare i tempi programmati.
Le novità: “Vai sicuro” e “Autocert”
Giuliano Latuga, Presidente di Tecnostrada e direttore del periodico
mensile “I.M.-Incognita Motorizzazione”, ha presentato
audio-visivamente la nuova associazione “VaiSicuro”, illustrandone
le finalità e i programmi raccolti nello statuto associativo
distribuito a tutti i partecipanti. In sintesi, è una associazione
che si propone di raggruppare i responsabili tecnici dei centri di
revisione privati italiani (giunti ormai a quota 5.181), al fine di
poter più validamente affrontare e risolvere i problemi cronici
che affliggono il comparto. Oggetto del suo statuto, infatti, è
quello di “promuovere e diffondere presso i responsabili tecnici
e certificatori automotive, le aziende del settore, e presso il pubblico
degli automobilisti, la cultura dell’automobile, con particolare
attenzione agli aspetti relativi a un corretto rispetto delle norme
di sicurezza e inquinamento, nonché delle certificazioni automotive”.
Una notevole novità assoluta per l’Italia, presentata
da Marco Mauri del T.Ü.V. Italia, è rappresentata da “Autocert”,
ovvero la certificazione dello stato d’uso dei veicoli usati.
In sintesi, si tratta di una certificazione eseguibile presso i centri
di revisione privati usufruendo delle attrezzature normalmente impiegate
per le revisioni di legge. Tale nuova possibilità si basa sul
decreto legislativo numero 24 del 2 febbraio 2002 in attuazione della
direttiva CE 1999/44/CE per la tutela dei consumatori, che sancisce
“la responsabilità del venditore di un bene nei confronti
del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente
al momento della consegna del bene stesso” (articolo 1519/quater),
e contemporaneamente stabilisce che “non vi è difetto
di conformità se al momento della conclusione del contratto,
il consumatore era a conoscenza del difetto e lo ha implicitamente
accettato” (articolo 1519/ter).
In altre parole, se un venditore di veicoli usati vuole rendere evidente
l’effettivo stato d’uso del veicolo, come garanzia di
serietà, trasparenza, e come manleva della sua responsabilità
post-vendita, fa sottoporre il veicolo alla procedura “Autocert”
presso un centro di revisione appartenente a quel circuito. Qui il
veicolo è sottoposto a una serie di controlli dei punti principali
e critici del veicolo, i cui risultati (qualunque essi siano) vengono
riportati su un regolare certificato firmato dal responsabile tecnico,
con anche una valutazione del risultato complessivo finale del collaudo
su una scala da 0 a 5. Allo stesso modo, il compratore che desidera
constatare l’effettivo stato d’uso del veicolo usato che
gli viene proposto, può richiederne la certificazione “Autocert”.
Tale certificazione può essere eseguita in tempi ridotti mediante
una apposita procedura, una dettagliata check list e un apposito software,
che consente di avere una “fotografia” completa del veicolo.
“Autocert” è stato studiato per essere utilizzato
da chi già effettua i controlli di revisione, cioè i
centri di revisione che già dispongono delle competenze e delle
attrezzature necessarie, senza necessità di integrazioni. Il
sistema, gestito dal T.Ü.V. Italia, comprende il software gestionale
per il quale è previsto uno specifico corso di formazione della
durata complessiva di 24 ore, suddiviso tra teoria e pratica. I costi,
sia per il centro di revisione, sia per venditori e consumatori non
sono stati ancora indicati, ma il ritorno in termini di profitto per
i centri sarà di indubbio interesse economico in quanto integrativo
di una attività aziendale già corrente.
Situazione attuale e prospettive
Sergio Fonzo, in qualità di esperto in certificazioni di qualità
nel comparto automotive e giornalista, ha affrontato l’importante
quanto spinoso argomento della circolare ministeriale 147/96-bis che,
creata fin dal dicembre 2001, non ha ancora trovato la sua attuazione
operativa per l’inspiegabile ritardo ministeriale nella emanazione
del relativo regolamento di attuazione. La circolare si rifà
agli standard qualitativi (gestionali, amministrativi e tecnico-operativi)
della norma internazionale di qualità ISO 9001:2000. La sua
puntuale applicazione dovrebbe essere verificata con severi controlli,
affidati anche a enti di certificazione privati, autorizzati e accreditati
dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ciò porterebbe
inevitabilmente a una naturale selezione nel comparto, con un salutare
apporto qualitativo e operativo nel settore delle revisioni dei veicoli.
Dall’esame di recenti documenti e circolari diramate dal Ministero
competente, l’ultima novità a riguardo sembrerebbe (il
condizionale è d’obbligo) la prossima sparizione (in
un tempo stimato attorno ai 6 mesi) degli uffici provinciali MCTC
(DTT), dovuta all’istituzione dei centri S.I.I.T. (Servizi Integrati
Infrastrutture e Trasporti) previsti da una revisione della legge
Bassanini. In questo caso, il personale attualmente in forza agli
esistenti uffici provinciali DTT verrebbe trasferito ai nuovi centri
S.I.I.T.
Giuliano Latuga ha ripreso il tema delle norme 2002-2003 per i centri
di revisione, riferendo di una impressionante quantità di leggi,
direttive, circolari, eccetera, spesso in antitesi fra loro o con
modifiche a distanza di pochi giorni l’una dall’altra.
Un ulteriore esempio della difficoltà per gli operatori del
settore di far chiarezza nella già complicata matassa normativa
che affligge i centri di revisione, e che comporta dispendi di tempo,
forze e denaro.
Nel corso di un secondo intervento, Giuliano Latuga ha illustrato
le prospettive future, gli obblighi e le opportunità per i
centri di revisione privati, spaziando su diverse ipotesi. Fra queste
segnaliamo i corsi di formazione per responsabili tecnici (previsti
dal nuovo Codice della Strada, ma non ancora ufficialmente regolamentati),
organizzati ufficiosamente da Tecnostrada, nella convinzione che tale
iniziativa squisitamente professionale verrà successivamente
tenuta in debito conto quando si tratterà di regolarizzarla
a termini di legge.
Un altro tema di grande attualità affrontato è la questione
dell’autorizzazione ai centri privati per le revisioni sui veicoli
superiori ai 35q.li e loro rimorchi. È stato ribadito che se
e quando tali autorizzazioni verranno assegnate (e parlare del 2005
pare molto ottimistico), ciò non potrà in nessun modo
avvenire in forma pressoché scontata (come ad esempio è
avvenuto per le revisioni dei veicoli a 2 ruote). Ciò è
valido in termini di infrastrutture, logistica, competenze e, soprattutto,
di responsabilità immediate e conseguenti a carico dei responsabili
tecnici e dei titolari, che sono i responsabili ultimi (con tutte
le implicazioni civili e penali conseguenti) delle operazioni di revisione
sui veicoli. Infatti, controllare e approvare o meno, veicoli di massa
inferiore ai 35q.li o veicoli a 2 ruote, è ben diverso da farlo
per grossi mezzi da trasporto con o senza rimorchio o trailer, adibiti
al trasporto delle più svariate tipologie di merce (solida,
liquida, surgelata, esplosiva, derrate alimentari, bestiame, eccetera)
o di esseri umani a decine per volta, tenuto anche conto che i loro
percorsi stradali si allargano ben al di fuori dei confini nazionali.
Tale responsabilità, infatti, segue tali mezzi dovunque essi
si trovino.
Prima di concludere vorremmo ringraziare la Comunità di San
Patrignano non soltanto per l’alta qualità delle sue
strutture, ma soprattutto per l’ospitalità e il calore
che i ragazzi di Muccioli hanno saputo trasmettere a tutti gli ospiti.
Ricordiamo inoltre che i proventi derivanti dalla quota di iscrizione
al convegno sono state devoluti per intero alla Comunità di
San Patrignano.
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