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  Giornata di studio Egaf sulle revisioni
   
 

La giornata di studio Egaf sulla revisione dei veicoli ha affrontato temi di grande interesse per gli operatori del settore: dai dati statistici alle prospettive per il 2004, dalle normative in vigore alla realtà dei mancati controlli e corsi di formazione previsti dalla legge.

di Sergio Fonzo

 
 

La 5ª giornata di studio Egaf sulla revisione dei veicoli, dedicata ai i responsabili tecnici delle officine di revisione auto e motoveicoli, ha visto l’adesione di oltre 600 partecipanti provenienti da tutta Italia, che hanno mostrato grande interesse per i temi trattati dai vari relatori delle diverse amministrazioni (province, motorizzazione, eccetera), tecnici e rappresentanti di categoria.
Prima di riportare la cronaca sintetizzata dei lavori vorremmo premettere che l’impegno, la serietà, la competenza e la qualità che l’organizzazione dell’ingegner Bandini e dei suoi collaboratori meritano certamente il plauso dei partecipanti, ma meriterebbero anche maggior considerazione da parte istituzionale: spiccava l’assenza di un delegato diretto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da Roma, cosa rimarcata con rammarico dai numerosi partecipanti, i quali erano confluiti a Bologna anche per sentirsi dare risposte ufficiali ai molti quesiti posti durante il convegno. Ciò, senza nulla togliere all’importanza e validità del convegno stesso e dei suoi relatori.
Non potendo per ovvi motivi di spazio illustrare in dettaglio tutti i temi trattati, cercheremo qui di sintetizzarne i più significativi.

I centri di revisione nel 2003
Dalla presentazione della situazione dei centri di revisione alla luce delle analisi statistiche, condotta da Franco Giannelli, dirigente DTTSIS e direttore dell’ufficio provinciale della motorizzazione di Roma, sono emersi alcuni dati particolarmente interessanti.
Il numero dei centri privati autorizzati in Italia è in continuo aumento: dai 4.746 del 2001 (+6,5% rispetto all’anno precedente) ai 5.201 registrati a tutto settembre 2003. Anche i centri abilitati a revisionare tutti i tipi di veicoli (quindi anche motoveicoli e ciclomotori) sono considerevolmente aumentati: da 2.034 del gennaio 2002 fino a 2.889 del 30 settembre 2003, ovvero il 55,5% del totale.
In quanto a distribuzione sul territorio, sempre al 30 settembre 2003, la maggior parte dei centri di revisione si trova al Nord (47,93%), contro il 28,57% al Sud e Isole, e il 23,50% del Centro Italia. Il dato riflette il diverso indice di motorizzazione e il diverso numero di abitanti nelle tre zone geografiche del Paese.
Anche l’attività dei centri, dal 2001 al 2003, ha subito notevoli mutamenti, così riassumibili:
- nel 2001 il numero di revisioni effettuate era complessivamente di 11.738.202, cioè in media 2.552 veicoli per ogni centro revisioni;
- nel 2002, i veicoli complessivamente revisionati sono stati 9.640.913 (-17,9%), che su una media nazionale di 4.874 centri di revisione, si traduce in una di 1.978 veicoli per centro di revisioni (-22,5%);
- nei primi nove mesi del 2003, le revisioni sono aumentate a 11.079.555, con un incremento di ben il 44,5% rispetto a medesimo periodo del 2002 (7.611.199), pari a una media di 2.172 veicoli/centro di revisioni (5.002 centri al 01.01.2003 e 5.201 centri al 30.09.2003), ovvero +9,8%.
C’è stata quindi nei primi nove mesi del 2003 una notevole ripresa rispetto al 2002, che fa sperare raggiungibili i livelli raggiunti nel 2001, nel quale oltre agli autoveicoli leggeri e autovetture immatricolate quattro anni prima (1997) erano stati anche revisionati i veicoli immatricolati entro il 1995. La ripartizione geografica dei centri di revisione presenta, conseguentemente, medie di attività/centro diverse.

Prospettive per il 2004
Rilevato dunque l’aumento delle revisioni effettuate nel 2003 in tutte e tre le zone geografiche nazionali, le prospettive 2004 dipendono ovviamente dall’immatricolato delle annate soggette a revisione, con particolare riguardo ad autovetture e motocicli. Per i ciclomotori, non essendo soggetti a immatricolazione, non sono disponibili al momento previsioni attendibili.
Osservando invece l’immatricolato di autovetture nel 2000 (da revisionare quindi nel 2004) si rileva un incremento del 3,6% rispetto al 1999 (revisionato nel 2003) che, a sua volta, superava del 6,5% l’immatricolato del nel 1998 (rispettivamente: 2.423.021, 2.338.408, 2.194.669).
Ancor più favorevole appare la situazione delle immatricolazioni dei motocicli, che nel 2000 hanno fatto registrare un aumento del 38,6% rispetto al 1999, anno in cui si era già verificato un incremento di immatricolazioni di ben il 56,9% rispetto al 1998 (rispettivamente: 526.797, 379.968, 242.128).
In definitiva, nel 2004, rispetto al 2003, si registrerà certamente un incremento del parco autovetture di prima revisione, come pure del parco motocicli dell’anno 2000 rispetto al 1999.
Non altrettanto invece può dirsi per il parco motocicli di seconda revisione (anni 1983-1993) rispetto al parco 1994-1998 revisionato (insieme al 1999) nello scorso anno. È tuttavia da considerare che il boom dei motocicli si è registrato a partire dal 1999 e che quindi le annate precedenti non dovrebbero incidere in maniera considerevole.
Sicuramente favorevoli appaiono le previsioni relative ai ciclomotori, stante l’ampia diffusione di tali veicoli negli ultimi anni.
Per quanto riguarda il futuro dei centri di revisione, in occasione dei dibatti seguiti, è stato sottolineato anche che come la tutt’ora mancata attuazione della circolare 147/96-bis del novembre 2001 ha indotto ben il 20% dei centri di revisione privati che diligentemente si erano certificati in base alla precedente norma ISO 9002:1994 a non rinnovare la certificazione stessa, con contemporaneo adeguamento alla nuova norma ISO 9001:2000. Inoltre, è stato rilevato come il contingentamento delle autorizzazioni alla revisione rilasciabili ai privati non viene ritenuta una soluzione al problema della “proliferazione indiscriminata” dei centri di revisione, mentre possono esserlo la legge di mercato (!), i controlli maggiormente efficienti ed efficaci (!) resi tali anche da un più adeguato sistema sanzionatorio e, soprattutto, dalla urgente applicazione operativa della circolare 147/96-bis.

Mancate attuazioni di leggi e controlli
Nulla è stato riferito a proposito dell’attuazione della circolare ministeriale numero147/96-bis del novembre 2001, per la quale il Ministero competente non ha ancora – a distanza di ben 2 anni – emesso il decreto attuativo per motivi inspiegabili e non spiegati, e che costituisce l’unico deterrente e rimedio contro i noti e numerosi abusi nel settore, ai quali si è aggiunta di recente l’emissione di etichette false recanti il risultato di revisione “regolare” e un codice di riconoscimento di un qualsiasi Centro di revisioni che – di fatto – non ha nemmeno mai visto il veicolo.
A questo si aggiunge una totale mancanza di controlli su strada dei veicoli revisionati fino a 35q.li di massa (in base a dati ufficiali ministeriali sono in circolazione oltre 4 milioni e mezzo di autoveicoli che non si sono mai sottoposti a revisione periodica). Simili controlli sarebbero facilmente attuabile istituendo un contrassegno di avvenuta revisione “regolare” apposto sotto il parabrezza a cura del centro revisioni, recante il numero di targa del veicolo, la data dell’ultima revisione, e il codice del centro che l’ha effettuata.
Sempre a proposito di mancata attuazione di quanto previsto per legge, ricordiamo il problema dei corsi di responsabile tecnico nell’ambito dell’accordo stato-regioni. Sono infatti stati stabiliti (DLG n.112 del 1998, regolamento dell’accordo stato-regioni del 14.02.2002, delibera del 12.06.2003 da parte della conferenza permanente per i rapporti tra stato e regioni, e della circolare n.3321/m366 del 04.09.2003) i criteri per promuovere, organizzare e svolgere i corsi per R.T., le materie di insegnamento relative ai corsi e la loro durata (30 ore per operatori addetti alla revisione dei veicoli; 24 ore per operatori addetti alla revisione di motocicli e ciclomotori a 2 ruote), ma gli organismi competenti non si sono ancora attivati.
Infine meritano un accenno gli interventi di Franco Fiorin, dirigente dell’Amministrazione provinciale di Venezia, e Carmelo Trotta, dirigente DTTSIS e direttore ufficio provinciale motorizzazione di Venezia, i quali hanno affrontato il tema della vigilanza tecnica e amministrativa sui centri di revisione privati. Con esempi tratti dall’esperienza nella loro regione hanno messo in risalto l’attuale assoluta insufficienza di tale vigilanza e la pratica impunità (o impunibilità) dei diversi abusi sul campo, ponendo così ancora una volta in evidenza l’assoluta urgenza e necessità di dare immediata attuazione alla circolare 147/96-bis alla quale è stato più sopra fatto riferimento.

L’adeguamento al protocollo MCTC-NET
Per quanto riguarda l’adeguamento attrezzature al protocollo MCTC-NET e attrezzature per ciclomotori e motoveicoli, l’intervento di Emanuele Biagetti (EGAF, Funzionario DTTSIS) ha evidenziato due importanti notizie:
a) il probabile slittamento al 30 marzo 2004 per l’inizio di operatività del collegamento MCTC-NET, tenendo presente che dal giorno in cui tale collegamento entrerà in funzione, e dopo i sette giorni di oscuramento temporaneo previsto, i centri di revisione che non saranno ancora collegati, o pronti al collegamento verranno “oscurati” a tempo indeterminato, ovvero fino a quando non si collegheranno al sistema con le nuove attrezzature;
b) le attrezzature hardware, a prescindere da marca e modello, dovranno essere anzitutto quelle omologate dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti (si raccomanda di esigere dal venditore una dichiarazione formale e scritta in tal senso), inoltre dovranno essere intercambiabili con altre marche e modelli, come esattamente prescritto dal protocollo MCTC-NET. Anche qui, si raccomanda il rilascio di una dichiarazione scritta del venditore in tal senso.
Nel corso del dibattito è stato inoltre sottolineato che il sistema MCTC-NET consentirà fra l’altro un più efficace controllo dell’operato dei centri di revisione (ad esempio la quantità massima giornaliera di veicoli revisionati in base al rapporto 30’ per veicolo), garantendone così la conformità agli standard previsti e alla correttezza dell’attività svolta.

La priorità della sicurezza
L’intervento conclusivo di Paolo Uggé, sottosegretario di stato alle Infrastrutture e Trasporti, si è soffermato sui diversi temi e contenuti del convegno, sottolineando la “centralità della sicurezza stradale, la formazione per la sicurezza e anche le revisioni per la sicurezza”, che sono tra le priorità dell’attuale Governo. Ricordiamo che i dati sulla sicurezza stradale riportano che su 45 milioni di veicoli circolanti e 33 milioni di conducenti risulta che soltanto il 7-8% di incidenti è dovuto a fattori tecnici riguardanti il veicolo, allorché ben l’85% riguarda il conducente, ovvero il fattore umano.
Inoltre, è stata sottolineata l’assoluta indispensabilità dei controlli, in particolare sui mezzi di circolazione, privati e da trasporto. Tanto per citare un esempio emerso nel corso del dibattito relativo ai controlli sull’autotrasporto merci, sulla direttiva Padova-Mestre-Tarvisio, dai controlli a campione effettuati nel 2003 è risultato che il 53% dei mezzi controllati non è in regola con il C.d.S.
Circa la formazione professionale dei conducenti, il sottosegretario ha lanciato l’idea di un incontro nazionale annuale della categoria dell’autotrasporto merci, idea prontamente raccolta dall’EGAF che ha dichiarato la propria disponibilità all’organizzazione.