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Block-Exemption al capolinea

  Più che di riforma ha il sapore di una rivoluzione il progetto di liberalizzazione del mercato distributivo dell'auto avanzato dal Commissario europeo Mario Monti. Staremo a vedere quanto peserà il parere contrario espresso da quasi tutte le case auto sui contenuti specifici del testo finale.
di Sergio Fonzo

   

Abbiamo aperto il numero di febbraio di Notiziario Motoristico con un articolo dedicato al progetto di riforma della Block-Exempion elaborato dal Commissario Mario Monti. Nel frattempo (il 5 febbraio scorso) il progetto è stato effettivamente consegnato nelle mani della Commissione europea suscitando immediatamente le critiche, guarda caso, dei costruttori auto. Torniamo sull'argomento con alcune considerazioni che è possibile fare ora che il testo ufficiale del progetto di riforma è stato reso pubblico.
La rivoluzione nel settore distributivo automotive europeo prospettata da Mario Monti riguarderà sia i fabbricanti sia gli autoriparatori. E' utile rammentare a chi legge la natura del "Block-Exemption", una norma che - in deroga a quella antimonopolio della stessa Commissione - concede ai fabbricanti di autoveicoli di mantenere l'esclusiva di vendita del proprio marchio soltanto tramite la propria rete di vendita (concessionari), e analoghe prerogative per la rete di assistenza post-vendita. Tale deroga, chiamata appunto "Block-Exemption" (esenzione dal blocco costituito dalle regole antitrust) e in vigore praticamente da sempre in Europa, scade il 30 settembre prossimo, e già da un paio d'anni il Commissario Mario Monti ci aveva messo gli occhi, non tanto per scontrarsi con le industrie automobilistiche (comprensibilmente contrarie, e restie a privarsi di tale privilegio) ma per allentare, a favore dell'utente-consumatore, il legame che affida inevitabilmente e quasi obbligatoriamente i servizi post-vendita soltanto al concessionario che ha venduto l'auto o alla rete di assistenza del marchio, e facilitare la nascita di punti vendita auto multimarca, rendendo meno rigida e condizionante l'esclusività territoriale dei venditori autorizzati.

I tagliandi periodici
In particolare per quanto riguarda la manutenzione post-vendita - specialmente in garanzia, strettamente condizionata dalla puntuale effettuazione a pagamento dei noti "tagliandi" su base programmata a scadenze chilometriche fisse - il costruttore auto sarà tenuto a stabilire criteri non discriminatori per ciò che riguarda il titolo di "meccanico autorizzato", senza limitare a priori il numero delle autofficine che potranno offrire il servizio. Per le riparazioni, non sarà più obbligatorio e condizionante l'uso di parti originali, ma sarà concesso, accettato e riconosciuto l'impiego anche di altri marchi, purché di qualità certificata internazionalmente (es.: ISO 9000:2000) e assolutamente rispondenti ai medesimi identici criteri di qualità, sicurezza, affidabilità degli originali.
Su questo punto non saranno tollerate deroghe o eccezioni: "safety first", i controlli saranno oltremodo severi e le responsabilità conseguenti saranno molto precise e, se il caso, sanzionate.
Non si vuole dunque creare una "giungla", ma regolarizzare il settore sotto un nuovo profilo, eliminando varie limitazioni esistenti che paralizzano di fatto il mercato a danno dei consumatori.
Vedasi, per esempio, il malvezzo di quasi tutti i fabbricanti d'auto e dei loro concessionari di rifiutare di fornire al di fuori della loro rete dopo-vendita i parametri e i codici informatico-diagnostici per guasti al motore o al sistema antinquinamento (EOBD), in flagrante spregio delle direttive europee in tal senso che prevedono proprio l'opposto.

Liberi di scegliere
L'iter di approvazione del nuovo regolamento è in corso. Si completerà prevedibilmente prima dell'estate 2002, e sarà effettiva ed operante da noi non appena recepita dallo Stato italiano con pubblicazione sulla G.U. La sua durata è stabilita fino al 2010.