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Abbiamo aperto
il numero di febbraio di Notiziario Motoristico con un articolo dedicato
al progetto di riforma della Block-Exempion elaborato dal Commissario
Mario Monti. Nel frattempo (il 5 febbraio scorso) il progetto è
stato effettivamente consegnato nelle mani della Commissione europea
suscitando immediatamente le critiche, guarda caso, dei costruttori
auto. Torniamo sull'argomento con alcune considerazioni che è
possibile fare ora che il testo ufficiale del progetto di riforma
è stato reso pubblico.
La rivoluzione nel settore distributivo automotive europeo prospettata
da Mario Monti riguarderà sia i fabbricanti sia gli autoriparatori.
E' utile rammentare a chi legge la natura del "Block-Exemption",
una norma che - in deroga a quella antimonopolio della stessa Commissione
- concede ai fabbricanti di autoveicoli di mantenere l'esclusiva di
vendita del proprio marchio soltanto tramite la propria rete di vendita
(concessionari), e analoghe prerogative per la rete di assistenza
post-vendita. Tale deroga, chiamata appunto "Block-Exemption"
(esenzione dal blocco costituito dalle regole antitrust) e in vigore
praticamente da sempre in Europa, scade il 30 settembre prossimo,
e già da un paio d'anni il Commissario Mario Monti ci aveva
messo gli occhi, non tanto per scontrarsi con le industrie automobilistiche
(comprensibilmente contrarie, e restie a privarsi di tale privilegio)
ma per allentare, a favore dell'utente-consumatore, il legame che
affida inevitabilmente e quasi obbligatoriamente i servizi post-vendita
soltanto al concessionario che ha venduto l'auto o alla rete di assistenza
del marchio, e facilitare la nascita di punti vendita auto multimarca,
rendendo meno rigida e condizionante l'esclusività territoriale
dei venditori autorizzati.
I tagliandi
periodici
In particolare per quanto riguarda la manutenzione post-vendita -
specialmente in garanzia, strettamente condizionata dalla puntuale
effettuazione a pagamento dei noti "tagliandi" su base programmata
a scadenze chilometriche fisse - il costruttore auto sarà tenuto
a stabilire criteri non discriminatori per ciò che riguarda
il titolo di "meccanico autorizzato", senza limitare a priori
il numero delle autofficine che potranno offrire il servizio. Per
le riparazioni, non sarà più obbligatorio e condizionante
l'uso di parti originali, ma sarà concesso, accettato e riconosciuto
l'impiego anche di altri marchi, purché di qualità certificata
internazionalmente (es.: ISO 9000:2000) e assolutamente rispondenti
ai medesimi identici criteri di qualità, sicurezza, affidabilità
degli originali.
Su questo punto non saranno tollerate deroghe o eccezioni: "safety
first", i controlli saranno oltremodo severi e le responsabilità
conseguenti saranno molto precise e, se il caso, sanzionate.
Non si vuole dunque creare una "giungla", ma regolarizzare
il settore sotto un nuovo profilo, eliminando varie limitazioni esistenti
che paralizzano di fatto il mercato a danno dei consumatori.
Vedasi, per esempio, il malvezzo di quasi tutti i fabbricanti d'auto
e dei loro concessionari di rifiutare di fornire al di fuori della
loro rete dopo-vendita i parametri e i codici informatico-diagnostici
per guasti al motore o al sistema antinquinamento (EOBD), in flagrante
spregio delle direttive europee in tal senso che prevedono proprio
l'opposto.
Liberi di scegliere
L'iter di approvazione del nuovo regolamento è in corso. Si
completerà prevedibilmente prima dell'estate 2002, e sarà
effettiva ed operante da noi non appena recepita dallo Stato italiano
con pubblicazione sulla G.U. La sua durata è stabilita fino
al 2010.
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